La Grecia può lasciare l’euro e restare nell’Unione europea?

I Trattati europei non prevedono neanche la possibilità di uscire dall’euro. Anche se non la escludono. L’unico modo conosciuto per farlo, finora, è uscire dall’Unione Europea

Atene può uscire dall’Unione Europea? E dall’Eurozona? Qualcuno può obbligarla a rinunciare all’euro per tornare alla dracma? A pochi giorni da un referendum chiave per la storia della Grecia e di tutta la comunità europea, queste domande sono sulla bocca di tutti. Ma leggendo i Trattati europei, si scopre che non a tutte c’è una risposta chiara e univoca. Il governo di Alexis Tsipras ha chiuso la Borsa e anche le banche non riapriranno prima di domenica, quando i greci dovranno decidere se accettare il piano di austerità proposto dall’Unione Europea in cambio di aiuti finanziari. Però, anche se vincesse il “no”, e la Grecia dichiarasse bancarotta, nulla dice che Atene sarebbe costretta a uscire dall’Euro. Ma vediamo cosa dicono i Trattati.

SI PUÒ ABBANDONARE L’UNIONE EUROPEA?
Sì. Secondo l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, entrato in vigore l’1 dicembre 2009, «ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione». Per farlo è necessario notificare «tale intenzione al Consiglio europeo» e negoziare un «accordo» con il Consiglio sulle «modalità del recesso, tenendo conto del quadro delle future relazioni con l’Unione». L’accordo «è concluso a nome dell’Unione dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo». La trattativa, salvo richiesta specifica, non può durare più di due anni.

SI PUÒ RIENTRARE NELL’UE DOPO AVERLA ABBANDONATA?
Sì, seguendo la normale procedura prevista per qualunque Stato. Come dice l’articolo 49 del Trattato di Lisbona: «Lo Stato richiedente trasmette la sua domanda al Consiglio, che si pronuncia all’unanimità, previa consultazione della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo, che si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono. Si tiene conto dei criteri di ammissibilità convenuti dal Consiglio europeo».

SI PUÒ USCIRE DALL’EUROZONA?
Teoricamente no. Secondo la specialista dell’Istituto francese di relazioni internazionali (Ifri) Vivien Pertusot, intervistata da Le Figaro, «nessun Trattato prevede questa possibilità, perché non è mai stata ipotizzata». Nonostante questo, uscire dall’Eurozona non dovrebbe essere impossibile perché «l’unica cosa “irrevocabile”, come precisato nell’articolo 140 comma 3 del Trattato di Lisbona, è il tasso al quale l’euro subentra alla moneta dello Stato membro».

SI PUÒ ABBANDONARE L’EURO E RESTARE NELL’UNIONE EUROPEA?
Secondo l’interpretazione della Commissione europea, «non si può lasciare l’Eurozona senza abbandonare l’Unione Europea». Per l’esperta dell’Ifri, «da un punto di vista puramente legale, non c’è un rapporto di causa-effetto tra i due fenomeni. Siccome non esiste un quadro giuridico per l’uscita dall’Eurozona, uno Stato membro può chiedere di abbandonare l’Euro pur restando nell’Ue e viceversa». Il problema è: a chi presentare concretamente la domanda di uscita dall’Eurozona? In teoria alla Commissione europea, che però non è autorizzata da nessun Trattato a decidere su questo tema. Ecco perché, per il momento, per abbandonare l’Eurozona bisogna lasciare l’Ue. Ma Atene non ha mai detto di voler abbandonare l’Ue.

SI PUÒ ESSERE CACCIATI DALL’UNIONE EUROPEA?
No, i Trattati europei non consentono di cacciare uno Stato dall’Unione Europea. «Anche se un Paese membro non rispetta gli impegni economici, l’opzione di una cacciata dall’Ue non è contemplata», spiega la ricercatrice dell’Ifri. Nonostante questo, i membri dell’Ue potrebbero interrompere il versamento degli aiuti e la Banca centrale europea potrebbe bloccare i prestiti alle banche di Atene, costringendo così indirettamente la Grecia a dire addio, o perlomeno arrivederci, a Bruxelles.

Foto Ansa/Ap