Il “governo dei fascisti” dà la scorta alla Flotilla degli antifascisti

Di Emanuele Boffi
26 Settembre 2025
Bel paradosso: i pacifisti hanno bisogno della protezione della nave da guerra. Erika Kirk e il festival della mistificazione. Un Prodi che dà ragione a Trump. Lettere a Tempi
Nella foto si vede la nave La Global Sumud Flotilla in partenza dal porto di Bizerte, Tunisia, in direzione Gaza per portare aiuti
La Global Sumud Flotilla in partenza dal porto di Bizerte, Tunisia, 13 settembre 2025 (Ansa)

Caro direttore, cosa ne pensa del fatto che il nostro governo ha deciso di inviare la fregata Fasan in soccorso della Flotilla in rotta verso Gaza?
Diego Asserbi

Che ridere: il “governo dei fascisti” dà la scorta alla Flotilla degli antifascisti. Glielo hanno detto in tutti i modi che era inutile e pericoloso andare a Gaza per portare viveri che, in modo più sicuro ed efficace, già il governo poteva fare arrivare ai palestinesi. Ma niente, l’importante per loro era il “valore simbolico” della scampagnata in barca. Però, poi, siccome stiamo parlando di un teatro di guerra, i “pacifisti” hanno avuto bisogno della protezione della nave da guerra messa a disposizione dalla Marina italiana (che il governo ha fatto benissimo a concedere, sia ben inteso). Ottimo anche il discorso di Giorgia Meloni all’Onu sulla guerra a Gaza, con la ferma condanna di Hamas ma anche del governo Netanyahu che «ha superato i limiti».

Le menzogne e le parole di Erika Kirk

Caro direttore, nei giorni seguiti all’assassinio di Charlie Kirk ci siamo resi conto di quanto un giornalismo incapace di “chiamare le cose con il loro nome” possa essere responsabile di una visione della realtà totalmente distorta. Come ha sottolineato Rodolfo Casadei nel suo blog, se negli Stati Uniti personalità come Stephen King devono scusarsi per aver diffuso su X notizie false sul conto dell’attivista conservatore (e per non essere travolti dalle querele, con tutta probabilità), qui in Italia abbiamo assistito al festival della mistificazione. Agli Odifreddi, ai Carofiglio e ai Saviano si sono aggiunti tanti altri, come ad esempio Mirella Serri, che hanno continuato a propalare fake news come quella che Kirk avrebbe sostenuto la lapidazione per gli omosessuali (con buona pace dei debunkers di professione che in questo caso si sono voltati dall’altra parte, quando bastava compulsare con un minimo di onestà i tanti video dei suoi dibattiti che circolavano in rete). Un decano del giornalismo come Giorgio Dell’Arti ha addirittura dichiarato che «Charlie Kirk era una nullità, un bugiardo seriale e un razzista» sottolineando che l’assassino fosse uno «della sua stessa specie». Ora, i Dell’Arti potranno non essere d’accordo sul fatto che la Camera abbia tributato a Kirk un omaggio, ma a che pro diffondere – non senza un certo disprezzo – delle evidenti menzogne? Ma si può essere così ideologicamente condizionati dal non saper riconoscere la realtà dei fatti? Se questi sono i maître-à-penser, stiamo freschi. Meno male che c’è Tempi. Avanti tutta.
Andrea Mariotto

Caro Andrea, “festival della mistificazione” è un’ottima definizione di quel che abbiamo letto in questi giorni. Ma le loro bugie non rimarranno. L’unica cosa che resterà, perché solo il bene ha radici, è il discorso di Erika Kirk che, come «il nostro Salvatore» sulla croce, ha perdonato l’assassino del marito. Una cosa inaudita. 

Saccheggi o preghiere

Alla luce dei dati terribili sulla “assassination culture” diffusasi negli Stati Uniti ad opera della sinistra nichilista, risulta miracoloso il fatto che, a diversi giorni dall’assassinio di Charlie Kirk, prodotto da questa cultura, nessun disordine, nessuna vendetta, nessuna “strage di nemici” alla porta accanto sia avvenuto negli States. Anzi: una meravigliosa testimonianza di fede e di perdono. Poteva capitare come in Rwanda nel 1994, quando i fiumi e i laghi di quel meraviglioso paese africano si sono tinti del rosso del sangue di centinaia di migliaia di persone trucidate a colpi di machete. Invece nulla, tranne qualche parola fuori posto che, vista la statura anche politico/culturale della vittima, era veramente il minimo che ci si potesse aspettare. Invece meravigliose parole di perdono per l’assassino da parte di Erika, la giovane moglie di Kirk, rimasta vedova con due figli di tre e un anno. Tutto ciò non le pare un indubitabile miracolo?
Guido Patrone

Non so se userei la parola miracolo, ma certamente di tratta di un fatto su cui riflettere perché, come ha già notato Caterina Giojelli, dopo l’uccisione di George Floyd ci furono scontri e saccheggi, questa volta la gente si è riunita in preghiera. E queste non sono interpretazioni, ma fatti.

Prodi dà ragione a Trump

Sarà anche stravagante, ma almeno Donald Trump qualche volta l’azzecca. Come non essere d’accordo con le sue parole all’Onu? Il riscaldamento globale «è una bufala».
Bruno Sacchettoni

E sa chi gli ha dato ragione? Prodi. Non Romano, ma Franco, che in una lettera al Foglio ha scritto che «sul tema del clima Trump ha perfettamente ragione».

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