Rassegna ragionata dal web su: le spinte corporative e le azioni militanti a che alimentano lo scontro sulla giustizia, il dialogo tentato dalla Meloni, un ripassino del caso Palamara
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio (foto Ansa)
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio (foto Ansa)
Su Dagospia si riprende un articolo di Marcello Sorgi per La Stampa dove si scrive: «Inoltre la dinamica del procedimento contro Delmastro – procura che proscioglie e gip che chiede l’“inquisizione coatta” – per il governo segnala l’esistenza di una corrente antigovernativa tra i magistrati. Come la vecchia An, anche Fratelli d’Italia, fino alla nascita del governo e alla svolta riformista di Nordio, era considerata un partito […] manettaro […] L’annuncio della riforma, considerato un tradimento, deve aver messo in allarme le correnti togate. Di qui, prima una pressione politica che è arrivata a Palazzo Chigi, dove siede come sottosegretario l’ex magistrato Mantovano. E poi, a mali estremi, l’estremo rimedio delle inchieste. Meloni era già intervenuta per mitigare i propositi di Nordio. […] Ma le correzioni non sono bastate. E il mantenimento dell’abolizione dell’abuso d’ufficio, da molti pm considerato “reato spia” per far partire ...
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