Global Warming, sta per arrivare un nuovo catastrofico rapporto dell’Onu. «Sembra l’Apocalisse»

La Commissione dell’Onu è la stessa che nel 2007 disse: «Entro il 2035 si scioglieranno i ghiacciai dell’Himalaya». Poi furono costretti a scusarsi

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Lunedì la Commissione internazionale sul cambiamento climatico dell’Onu (Ipcc) rilascerà un nuovo rapporto sul Global Warming, a sette anni di distanza dalla prima pubblicazione. L’attesissimo rapporto però ha già scatenato una bufera dopo che il professore Richard Tol, economista all’università del Sussex, ha chiesto che il suo nome sia escluso da quello dei redattori.

GLOBAL WARMING. Il professor Tol è il co-autore della parte economica del rapporto ed è incaricato di redigere un riassunto per i politici. Questa settimana gli scienziati sono riuniti in Giappone per definire gli ultimi dettagli del testo, che verrà inviato a tutti i governi del mondo. Il rapporto, secondo le prime indiscrezioni, sostiene che il riscaldamento globale causato dall’uomo avrà provocato alla fine di questo secolo lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone, lo scatenarsi di numerose guerre, danneggiando a vario titolo l’economia globale.

«CAVALIERI DELL’APOCALISSE». Secondo il professor Tol, «nel riassunto si diceva che con alcuni accorgimenti intelligenti si possono gestire questi rischi e che bisogna agire insieme. Ma questo passaggio è stato eliminato e si parla solo degli impatti del cambiamento climatico e dei quattro cavalieri dell’Apocalisse. Abbiamo sprecato un’occasione».
«In particolare – continua parlando alla Bbc – c’è un passaggio sciocco che afferma che le persone che vivono in paesi devastati dalla guerra sono più vulnerabili al cambiamento climatico. Questo è vero ma credo che se si domanda ai siriani se temono di più il cambiamento climatico o le armi chimiche, questi risponderanno le armi chimiche. È semplicemente una sciocchezza».

CRITICHE DAI COLLEGHI. Secondo il professore, il cambiamento climatico è causato dall’uomo ma il riassunto del rapporto «esagera il suo impatto sull’economia». Tol è stato però criticato dai colleghi, che ipotizzano un conflitto di interessi: «Il contributo del professore al rapporto è sotto esame perché ha inserito all’ultimo momento una sezione che pubblicizzava i suoi lavori. Lui non ha voluto correggerlo e quindi non mi stupisce che ora sia l’unico autore su 410 a non appoggiare il riassunto».

L’HIMALAYA NON SI È SCIOLTO. È possibile che il professor Tol abbia sollevato un polverone solo per motivi personali e non è dato saperlo con certezza. Ma sentir parlare di «esagerazione» e «Apocalisse» a proposito di un rapporto dell’Ipcc non sorprende affatto. La commissione dell’Onu, infatti, è la stessa che predisse con toni apocalittici nel 2007: «Entro il 2035 i ghiacciai dell’Himalaya si scioglieranno». Solo nel 2009 il capo della commissione è stato costretto a fare pubblica ammenda, ammettendo che si trattava di una colossale sciocchezza. Nessuno quindi si stupirebbe se questo teatrino si verificasse ancora.

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