Israele bombarda la chiesa cattolica di Gaza. «Lì non c’era Hamas»

Di Leone Grotti
18 Luglio 2025
Un tank israeliano ha colpito la parrocchia, uccidendo tre fedeli e ferendo il parroco Romanelli. Suor Nabila Saleh: «La gente ha paura e non ce la fa più. Basta guerra»
La facciata della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, colpita la mattina del 16 luglio da un carro armato israeliano
La facciata della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, colpita la mattina del 16 luglio da un carro armato israeliano

Tre morti, tre feriti gravi e altri lievi, tra i quali il parroco Gabriel Romanelli. È il terribile bilancio del raid effettuato da Israele contro l’unica chiesa cattolica di Gaza, la chiesa della Sacra Famiglia, colpita ieri mattina da un proiettile sparato da un carro armato delle Forze di difesa israeliane. «L’Idf dice che si è trattato di un errore ma non ne siamo sicuri», ha dichiarato il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. «Sappiamo solo che la chiesa è stata colpita e che oltre alle due donne morte, due dei feriti sono in condizioni drammatiche». Uno di loro è deceduto in serata.

Israele attacca una chiesa di Gaza

Non è ancora chiaro perché l’esercito israeliano abbia colpito la parrocchia cattolica, nella quale dall’inizio della guerra, l’11 ottobre 2023, hanno trovato rifugio 635 cristiani, poi scesi a circa 500. Non si tratta però della prima volta.

Durante i quasi due anni di conflitto contro Hamas 57 cristiani sui 1.017 che abitavano la Striscia sono morti. Sedici sono stati uccisi nel bombardamento israeliano che ha colpito la chiesa ortodossa di San Porfirio nell’ottobre 2023.

Due donne cristiane sono invece state assassinate dai cecchini israeliani il 16 dicembre 2023 mentre si trovavano dentro i locali della parrocchia. L’Idf ha anche parzialmente distrutto la scuola cattolica gestita dalle suore della Congregazione del rosario.

I danni alla parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, colpita da un tank israeliano
I danni alla parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, colpita da un tank israeliano

Meloni: «Raid inaccettabili»

Dopo il raid, l’ambasciatore di Tel Aviv in Italia, Jonathan Peled, ha scritto su X: «Israele sta conducendo una guerra di estrema complessità contro un’organizzazione terroristica sanguinaria che, in spregio a ogni principio umanitario, si scherma dietro la popolazione civile di Gaza in scuole, ospedali e luoghi di culto».

Tutti sanno però che nella chiesa della Sacra Famiglia vivevano solo cristiani, che nulla hanno a che fare con le attività terroristiche di Hamas.

Il governo italiano ha condannato duramente il raid. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che «gli attacchi dell’esercito israeliano contro la popolazione civile a Gaza non sono più ammissibili». La premier Giorgia Meloni ha definito «inaccettabili e ingiustificabili» i raid.

«Basta guerra a Gaza»

Suor Nabila Saleh, religiosa egiziana della Congregazione del rosario attualmente residente in Giordania, che ha vissuto a Gaza per 13 anni fino alla Pasqua dello scorso anno e che è in continuo contatto con i cristiani della parrocchia della Sacra Famiglia, ha dichiarato a Tempi: «La gente ha paura, teme di essere vittima di nuovi attacchi. Nella chiesa c’erano solo cristiani sfollati dalla guerra. Preoccupa anche la situazione dei feriti: sono stati trasportati all’ospedale Al-Mamadani, ma sappiamo che nell’ospedale non è rimasto quasi niente».

La religiosa rivolge anche un appello ai leader dei governi mondiali: «Bisogna porre fine a questa guerra. Basta, basta. Io so cosa vuol dire subire un attacco del genere, la gente non ne può più, non ce la fa più. Non c’è giustizia. Il popolo di Gaza ha il diritto di vivere come tutti gli altri».

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La «profonda tristezza » di Leone XIV

Dopo essere stato informato del raid israeliano, papa Leone XIV ha espresso «profonda tristezza» per «la perdita di vite umane e per i feriti causati dall’attacco militare».

Il Pontefice ha poi sottolineato la «vicinanza spirituale» a tutta la comunità parrocchiale e al parroco, padre Gabriel Romanelli. «Nell’affidare le anime dei defunti all’amorevole misericordia di Dio onnipotente» e pregando «per la consolazione di coloro che sono in lutto e per la guarigione dei feriti», il Papa ha rinnovato «il suo appello per un immediato cessate il fuoco».

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