Francia: transessuale discriminata nelle liste elettorali. Dalle quote rosa

Florence Bertocchio un tempo si chiamava Francois e i Verdi l’hanno inserita in lista tra due donne per rispettare la parità. Ma, essendo oggi legalmente una donna, è stata estromessa dai posti eleggibili

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quote-rosaTroppi uomini in politica e troppe poche donne. Ecco perché in Francia la legge elettorale alle municipali prevede le quote rosa: perché il gentil sesso non venga discriminato. Ora però una candidata dei Verdi a Tolosa, dove si voterà tra un mese, accusa la legge contro la discriminazione delle donne di alimentare «la discriminazione di genere». Un bel pasticcio. Ma andiamo con ordine.

QUOTE ROSA. Secondo la legge elettorale, nelle città con più di mille abitanti è obbligatorio rispettare nella composizione delle liste l’alternanza uomo/donna. I Verdi hanno inserito tra due donne Florence Bertocchio, transessuale che un tempo si chiamava Francois Bertocchio, ma che nel luglio scorso si è fatto certificare dalle autorità civili il cambio di sesso: da uomo a donna.

CAMBIO DI SESSO. Bertocchio nel 2010 si era candidata con i Verdi col suo vecchio sesso, quello maschile, e il suo partito al momento di presentare le liste dei candidati per il 2014 non si è accorto che nel frattempo aveva deciso di cambiare sesso anche legalmente.
Risultato: nella lista ci sono tre donne consecutive e per ristabilire la parità tra i sessi manca un uomo, così i Verdi sono stati costretti a cambiare le posizioni dei candidati e Bertocchio, che era in buona posizione con ottime chance di essere eletta, si ritrova ora al 31esimo posto. In posizione, cioè, non eleggibile.

«BASTA DISCRIMINAZIONI DI GENERE». «Quando i miei compagni di partito hanno stilato la lista per le elezioni, tenendo conto degli obblighi di parità [uomo/donna], ero convinta che fossero al corrente del mio cambio di sesso. Invece erano rimasti alla situazione del 2010», dichiara sconsolata. E attacca: «È assurdo ritrovarsi in questa situazione. Allucinante».
Florence Bertocchio, che è anche segretaria della commissione Lgbt del partito dei Verdi, ora è arrabbiata e spera che la sua candidatura «aiuti la battaglia per porre fine alle discriminazioni di genere» provocate dalla parità tra uomo e donna. A quando le quote gender?

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