Eutanasia o suicidio assistito? Il Comitato di bioetica francese dice no a entrambi ma resta ambiguo

Il Comitato etico consultivo nazionale ha consigliato a Hollande di aprire alla “sedazione terminale” per accompagnare i pazienti alla morte senza però ucciderli attivamente

Il Comitato etico consultivo nazionale (Ccne) francese si è espresso su come modificare la legge Leonetti del 2005 riguardo al tema del fine vita. Secondo il Ccne non deve essere introdotto «né il suicidio assistito né l’eutanasia», mantenendo così la distinzione già esistente tra «lasciar morire e far morire».

RISCHIO ABUSI. Per il Comitato, che non ha raggiunto l’unanimità su diversi punti, «ogni evoluzione verso l’autorizzazione all’aiuto attivo a morire potrebbe trasformarsi per le persone vulnerabili in un rischio, quello di non essere più accompagnate e aiutate dalla medicina». Casi di abusi della legge sull’eutanasia o il suicidio assistito sono infatti confermati in Belgio, Olanda e Stati Uniti.

SEDAZIONE TERMINALE. Tuttavia, il Ccne si raccomanda di modificare la legge rendendo «obbligatorie per i medici le disposizioni anticipate di trattamento» sul fine vita redatte dai malati. In più, chiede che «le persone che sono mantenute in vita in modo artificiale possano in nome del diritto a rifiutare i trattamenti entrare in un processo di fine vita beneficiando dell’assistenza di cure palliative e di una sedazione fino al momento della morte».

RISPOSTE AMBIGUE. Le cure palliative e la possibilità di rifiutare i trattamenti medici sono già previsti dalla legge francese, così come le disposizioni anticipate di trattamento. Il concetto di “sedazione terminale” introdotto dal Comitato è quindi ambiguo: se si tratta di una forma di cura palliativa è qualcosa che la legge attuale già prevede, se si tratta invece di una forma più o meno nascosta di eutanasia è ciò che il Comitato stesso chiede al governo di non approvare. Bisognerà quindi vedere come Francois Hollande e i suoi ministri tradurranno in pratica i consigli del Ccne, che sono stati richiesti dallo stesso presidente in vista di una legge sul fine vita.