I francesi che partono per il jihad «si radicalizzano anche in moschea e per l’IS non valgono niente»

Per l’esperto di islam e terrorismo Samuel Laurent, «nell’ultimo video i francesi si mostrano a viso scoperto. Altri sono mascherati ma loro sono là per morire»

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francia-iraq-jihad-Maxime-Hauchard«I jihadisti che partono dalla Francia non rappresentano il vero problema. Sono solo la punta dell’iceberg». È da quando lo Stato islamico ha diffuso un filmato con l’esecuzione di 18 prigionieri siriani e dell’ostaggio americano Peter Kassig che Parigi è tornata a interrogarsi sul problema dei francesi che partono per combattere il jihad in Iraq e Siria. Tra i terroristi che uccidono i siriani, infatti, si vede almeno un francese, Maxime Hauchard.

«SALAFITI IN FRANCIA». Per il consulente internazionale, esperto di islam e terrorismo, Samuel Laurent, «non si tratta di una novità. Se i jihadisti partono non è solo a causa dei video dell’Isil o perché si radicalizzano da soli su internet. Il problema è molto più complesso». L’esperto, intervistato da LaDepeche.fr, afferma che «da oltre dieci anni abbiamo lasciato che si sviluppasse [in Francia] una comunità salafita radicale. (…) Questa comunità si è sviluppata, è estremamente solida e ben organizzata oggi». E non fa adepti solo su internet ma anche in moschea.

RECLUTAMENTO IN MOSCHEA. «Ho l’impressione – continua Laurent – che si vogliano scindere due cose: in moschea si impara l’islam moderato e su internet quello radicale. Ma questo è falso. Oggi anche le moschee sono responsabili e in ognuna si può trovare qualche storia. Infatti non c’è bisogno che ci sia un imam salafita perché venga frequentata da salafiti. E anche se sono odiati dai fedeli moderati, continuano a prosperare. Il reclutamento non è quindi virtuale. Viene fatto nelle nostre città, nei nostri paesi».

«VALORE INSIGNIFICANTE». Secondo il ministero degli Interni, sono ben 1.132 i francesi partiti per ingrossare le fila dello Stato islamico. Alcuni di questi hanno appena realizzato un video per spingere i musulmani francesi a condurre attentati nella République. Il paradosso di chi parte, dichiara Laurent, è che si illudono di contare qualcosa ma in realtà vengono usati come carne da macello: «Questi giovani non sono che subalterni. Quelli dell’ultimo video si mostrano a viso scoperto. Non hanno alcun valore per lo Stato islamico, al contrario del capo dei boia, altrimenti anche loro sarebbero mascherati nei video. Loro sono là per morire e il loro valore è insignificante».

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