Contenuto riservato agli abbonati

Nicaragua, Ortega si accanisce contro chi prega per la Chiesa perseguitata

Di Paolo Manzo
04 Luglio 2026
La polizia trascina nel carcere dei dissidenti il vescovo emerito di Estelí, «colpevole» di aver pregato per i confratelli in esilio. Dopo il rilascio, il nuovo fermo. Arrestati anche un sacerdote e un diacono
Un uomo aggiunge dettagli a un tappeto di segatura raffigurante l'immagine di Gesù durante il Venerdì Santo a León, Nicaragua, 3 aprile 2026
Un fedele realizza un tappeto di segatura con l'immagine di Gesù durante il Venerdì Santo a León, in Nicaragua, il 3 aprile 2026 (foto Ansa)

Il 29 giugno scorso la polizia del regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo ha prelevato dalla clinica, dove si trovava per un controllo medico, monsignor Juan Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí. Ottantenne, con un bypass coronarico, il prelato è stato trattenuto per diverse ore e condotto al centro di detenzione “El Nuevo Chipote”, noto per la reclusione dei dissidenti politici e per le testimonianze di torture. Solo nel pomeriggio è stato rilasciato e ha fatto ritorno a Tisma, nel dipartimento di Masaya. Ma già nelle ore successive sono emerse altre notizie inquietanti. Secondo il giornalista indipendente Miguel Mendoza, fonti vicine al prelato riferiscono che agenti della polizia avrebbero nuovamente fermato monsignor Mata: la sua casa a Tisma sarebbe circondata da agenti e una delle versioni è che il regime, dopo averlo inizialmente liberato, abbia cambiato idea, procedendo a un nuovo arresto. Si parla anche di un interrogatorio da parte dei media ufficiali del regime, le cu...

Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online
per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online
+ il mensile digitale
Full
Il quotidiano online
+ il mensile digitale e cartaceo
Tempi capisce, colpisce. Abbonati subito. Scopri l’offerta

Articoli correlati