Francesco e Kirill uniti dai «tanti cristiani minacciati dalla possibilità di uno sterminio totale»

Intervista sullo storico incontro al docente ortodosso Leonid Panin, decano della Facoltà umanistica all’Università statale di Novosibirsk

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«I cristiani sono minacciati dalla possibilità di uno sterminio totale». È questo il motivo principale per cui oggi si incontreranno a Cuba papa Francesco e il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, secondo Leonid Panin, decano della Facoltà umanistica all’Università statale di Novosibirsk. Ortodosso, membro laico della diocesi ortodossa di Novosibirsk e Berdsk, invitato al Sinodo che ha eletto il patriarca Kirill nel 2009, il professor Panin spiega a tempi.it che nonostante l’incontro storico difficilmente ci sarà un «veloce e semplice ripristino dell’unità della Chiesa».

Professor Panin, è stupito dall’annuncio di questo colloquio?
Non sono stupito e non me l’aspettavo. Se il Santissimo Patriarca Kirill e il Papa hanno deciso di incontrarsi, vuol dire che ce n’è bisogno. Per me questo incontro non è un fatto sensazionale.

È un incontro atteso e visto con favore dalla comunità ortodossa oppure no?
Non ho nessun motivo e nessuna ragione di rispondere per tutta la comunità ortodossa. Ma posso dire che la comunità ortodossa in Russia è composta da decine di milioni di cristiani, persone credenti e di buona volontà, non è un gruppo politico di cittadini. Gli uomini di buona volontà sono sempre a favore degli eventi che favoriscono una comprensione reciproca su questa Terra.

Che cosa si aspetta?
In molti paesi, in particolare in Medio Oriente, Africa Centrale e Nordafrica, tanti cristiani non solo vengono perseguitati, ma sono minacciati dalla possibilità di uno sterminio totale. La dichiarazione comune che verrà fatta sarà una chiamata alla cessazione delle persecuzioni dei cristiani, alla tutela del loro diritto alla vita e alla libertà religiosa.

Già Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno cercato questo incontro, che non è mai avvenuto. Perché proprio con papa Francesco? Che cosa è cambiato?
È meglio che a questa domanda risponda papa Francesco stesso.

Che cosa pensano i russi e i media di papa Francesco?
Non sono stati fatti sondaggi per capire cosa pensano i russi di papa Francesco. E per quanto riguarda i media, sono troppo politicizzati in tutti i paesi. Secondo me, non conviene guardare la religione attraverso la lente della politica. Non porterà vantaggi né alla religione, né alla politica.

La situazione internazionale e la convergenza in politica estera tra Vaticano e Russia ha facilitato il colloquio?
Come ho già detto, le persecuzioni dei cristiani, aumentate negli ultimi anni in Medio Oriente, Africa Centrale e Nordafrica sono state un pretesto per l’imminente incontro.

Quali sono oggi le principali preoccupazioni della Chiesa ortodossa e del patriarca Kirill?
Forse una delle preoccupazioni principali del patriarca Kirill è la situazione dei cristiani soprattutto in alcuni paesi del mondo. Per quanto riguarda il nostro paese, la Chiesa ortodossa russa, grazie a Dio, continua la sua missione: si predica il Vangelo di Cristo, le chiese si riempiono, si pubblicano libri religiosi, i bambini e i loro genitori hanno la possibilità di vivere la loro fede cristiana e di custodire le antiche tradizioni ortodosse.

Qual è attualmente il rapporto tra Chiesa cattolica e ortodossa?
L’incontro che sta per avvenire risponde a questa domanda, mostrando quali siano oggi le tendenze nei rapporti tra il Patriarcato di Mosca e la Santa Sede.

Questo incontro può favorire la riunione tra le due Chiese?
Quelli che sono quasi mille anni di divisione tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa di Roma, purtroppo, non sono passati senza lasciare tracce. Roma conserva le sue tradizioni e allo stesso modo l’Ortodossia. L’unità della Chiesa è un comandamento di Gesù Cristo (Gv 17,21) e l’ideale ricercato da ogni cristiano. Ma gli errori e le divisioni accumulatisi nei secoli sembra superino le possibilità di un veloce e semplice ripristino dell’unità della Chiesa.

Ci sono forze in Russia, nella Chiesa e fuori, che remano contro il riavvicinamento fra cattolici e ortodossi?
Secondo me non è il caso di parlare della Chiesa con categorie politiche: “forze”, “partiti”, “movimenti”… La Chiesa sono i cristiani, persone credenti che prima di tutto devono preoccuparsi della loro anima seguendo i comandamenti di Gesù Cristo. Se iniziamo a parlare della fede cristiana e della Chiesa in termini politici, volenti o nolenti umilieremo sia la fede che la Chiesa. Se invece desideriamo l’unità della Chiesa, allora bisogna tendere alla conservazione dei valori cristiani tradizionali, della cultura cristiana e della morale cristiana.

A giugno si terrà il primo concilio panortodosso dopo mille anni.
Per quanto mi sembra di capire, l’incontro tra il Papa e il Patriarca e l’evento del Concilio Panortodosso sono due diversi avvenimenti che non hanno a che vedere l’uno con l’altro.

Vi aspettate facilitazioni alla vita dei cattolici in Russia dopo l’incontro tra Papa e Patriarca?
Non è una domanda pienamente giusta. Rispondere a questa domanda vorrebbe dire affermare che oggi la vita dei cattolici in Russia non è delle migliori. Io ritengo che la vita dei cattolici nel nostro paese sia normale. Se non si politicizzasse la vita religiosa, allora il quadro della vita cristiana sarebbe più fedele. Se noi tutti ci definiamo cristiani, forza allora, leggeremo più spesso il Vangelo! E ricercheremo quello che unisce e non ciò che divide. In questo modo, molte questioni si chiariranno.

Foto Ansa/Ap


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