Formigoni: «Riforme subito o elezioni anticipate inevitabili» – RS

Roberto Formigoni, in un’intervista rilasciata a Repubblica, ha dichiarato: «Di fronte a una situazione ormai drammatica il governo ha l’obbligo di mettere in campo alcune riforme che aiutino l’Italia a ripartire. Le parole d’ordine sono imprese, famiglia ed enti locali, che devono avere indietro le risorse che la manovra gli ha tagliato»

«Nel pieno della crisi un passo indietro del premier sarebbe negativo, il Paese ha bisogno di riforme e Berlusconi ha il dovere di farle. Se le fa è legittimato a proseguire fino al termine della legislatura, In caso contrario il governo sarebbe talmente indebolito che le elezioni anticipate sarebbero inevitabili». Così il governatore della Lombardia Roberto Formigoni in un’intervista a Repubblica: “«Il tempo si è fatto breve e bisogna accelerare il cammino delle riforme già in questi giorni, nelle prossime due o tre settimane. Di fronte a una situazione ormai drammatica il governo ha l’obbligo di mettere in campo alcune riforme che aiutino l’Italia a ripartire. Le parole d’ordine sono imprese, famiglia ed enti locali, che devono avere indietro le risorse che la manovra gli ha tagliato mettendo in ginocchio il trasporto pubblico locale e i servizi sociali»” (Repubblica, p. 4).

“«Dobbiamo essere lungimiranti accelerando sulle primarie: dobbiamo farle entro l’inizio del prossimo anno. E visto che stiamo preparando l’elezione diretta dei nostri segretari provinciali, dobbiamo prevedere anche quella dei segretari regionali. E’ finita la stagione dei nominati dal partito. (…) Per me è imprescindibile l’introduzione delle preferenze»” (Repubblica, p. 4).

“«Siamo di fronte a un’ultima chiamata che arriva direttamente dai nostri elettori che chiedono uno scatto di intelligenza e responsabilità. Se non ci sarà rischiamo un enorme crollo di consensi. Per il resto, come molti dirigenti nazionali del Pdl hanno detto anche in questi giorni, il premier non si ricandiderà. Per questa ragione dobbiamo prepararci alle prossime elezioni con le primarie»” (Repubblica, p. 4).