Formigoni: «Legge sull’omofobia? Non vogliamo finire come in Francia. Pronti a ostruzionismo e referendum»

Il senatore del Pdl ad Avvenire: «È una legge affrettata, non c’è stato il tempo sufficiente per un confronto approfondito. La soluzione migliore sarebbe un rinvio»

«In Francia hanno arrestato un uomo perché indossava una maglietta in cui si vedevano un padre e una madre che tenevano per mano un bambino. Vogliamo arrivare a questo anche in Italia?». Roberto Formigoni sintetizza così i rischi a cui potrebbe portare la legge sull’omofobia, che presto arriverà in discussione alla Camera e che prevede fino a quattro anni di carcere per discriminazioni fondate sull’omofobia o trasnfobia. «Ci accusano di confessionalismo. Ma la nostra è una battaglia di libertà».

NO AL REATO DI OPINIONE. Il senatore del Pdl spiega ad Avvenire che «se si vuole combattere la violenza o gli insulti omofobi siamo d’accordo. Ma se si vuole introdurre un reato d’opinione che criminalizzi chi per ragioni religiose, etiche o culturali è contrario al matrimonio omosessuale o all’adozione da parte dei gay, allora non ci siamo». Per Formigoni «le leggi ci sono già per contrastare questo fenomeno. Poi si vuole rafforzare una tutela contro la violenza? Bene, siamo pronti a discuterne. Però noto una certa ipocrisia tra gli ispiratori della legge: perché tentano in realtà di punire chi ha visioni o punti di vista diversi dai loro. Il sale della democrazia è il confronto tra le idee, non lo strozzamento di una di esse».

LOTTA NEL PDL. Per condurre una battaglia sulla legge, c’è anche da vincere la resistenza di molti esponenti del Pdl: «Infatti stiamo ponendo un problema sull’identità del Pdl – continua l’ex governatore lombardo – I temi etici non possono essere affrontati solo in chiave di libertà di coscienza dei singoli. L’ho detto due mesi fa ad Alfano: serve una posizione chiara ed esplicita del partito, ispirata ai valori del Ppe e anche alla storia stessa del nostro partito. Il nostro è un partito laico ma si è sempre ispirato a una visione cristiana della vita».

«OSTRUZIONISMO E REFERENDUM». Molti deputati, soprattutto del Pd e di Scelta civica, stanno lavorando a diversi emendamenti per migliorare la legge ma per Formigoni non bastano perché «è una legge affrettata, non c’è stato il tempo sufficiente per un confronto approfondito. La soluzione migliore sarebbe un ritorno in commissione e un rinvio a settembre. Se però insistono per l’esame presenteremo e voteremo gli emendamenti migliorativi. Ma ci riserviamo fin da ora il giudizio finale sul provvedimento. Se non ci convince siamo pronti all’ostruzionismo in Parlamento ed eventualmente al referendum popolare. Dobbiamo coinvolgere in una battaglia culturale la società civile, i movimenti, le associazioni: tutti devono capire qual è la posta in gioco».