Egitto, scontri e morti in vista del mega raduno anti-Morsi. Islamisti annunciano «massacri»

Violenze “preparatorie” alla manifestazione di domani contro il governo dei Fratelli Musulmani, che minacciano: «Scorrerà sangue». Le vittime sono già sette, tra cui un americano

Sono già 7 i morti e 616 i feriti registrati dal ministero della Sanità egiziano negli scontri fra sostenitori e oppositori del governo dei Fratelli Musulmani guidato da Mohamed Morsi. In vista della manifestazione oceanica annunciata al Cairo per domani, 30 giugno, in occasione del primo anniversario dell’insediamento di Morsi, si moltiplicano in tutto il paese le dimostrazioni e le violenze “preparatorie”.

UCCISO UN AMERICANO. Ieri ad Alessandria, la seconda città d’Egitto, migliaia di persone si sono radunate davanti alla sede del partito dei Fratelli Musulmani per appiccare un incendio al grido di «Fuori Morsi!». Quando sono intervenuti i sostenitori del presidente la violenza è degenerata in una vera e propria battaglia. Tre persone sono rimaste uccise. Tra le vittime un ragazzino di 14 anni e un insegnante americano. Il Dipartimento di Stato Usa ha autorizzato lo staff non essenziale a lasciare il paese. Nella parte settentrionale del Cairo, invece, negli scontri è stato assassinato un esponente dei Fratelli Musulmani.

22 MILIONI DI FIRME. La mega manifestazione di domani sancisce il divorzio definitivo tra il governo dei Fratelli Musulmani e il popolo dell’Egitto, esasperato dalla deriva islamista dello Stato, dall’aumento della criminalità e da un’economia bloccata. Il discorso pronunciato dal presidente Morsi alla tv di Stato mercoledì sera ha colpito i suoi detrattori solo per la mancata presa di coscienza del disagio diffuso nel paese. Alla vigilia della protesta di domani al Cairo, gli organizzatori (il gruppo di opposizione Tamarod, i “ribelli”) hanno annunciato di aver raccolto già 22 milioni di firme per chiedere le dimissioni del presidente e nuove elezioni. L’anno scorso alle elezioni Morsi aveva raccolto 13,23 milioni di voti (51,7 per cento). I Fratelli Musulmani e gli islamisti, egiziani e non solo, hanno già minacciato la piazza paventando «massacri» e «sangue che scorrerà per le strade» se l’opposizione cercherà di far cadere il governo.