Egitto. Le immagini della chiesa e delle icone dei 20 martiri sgozzati dall'Isis

La chiesa di Al-Our (Minya) è imponente, quasi una cattedrale nel deserto. Il santuario dove sono deposte le reliquie dei copti è adornato da icone realizzate da artisti locali.

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I corpi dei 20 martiri copti decapitati nel febbraio del 2015 in Libia dallo Stato islamico, sono «tornati a casa» e sono stati deposti in un santuario costruito all’interno della “chiesa dei Martiri della fede e della nazione” costruita per l’occasione nel villaggio egiziano di Al-Our, nella provincia di Minya, da dove provenivano 13 delle 20 vittime (la ventunesima proveniva dal Ghana).

Come mostrano le foto in pagina, la chiesa è imponente, assomiglia a una grande cattedrale nel deserto ed è stata finanziata dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Le reliquie dei martiri, dichiarati santi dalla Chiesa copto-ortodossa, sono state poste in una teca di legno avvolta da una copertura in velluto rosso che riporta il nome e la fotografia del santo.


Il santuario è adornato da diverse icone realizzate da due artisti egiziani, Edmon Kamel e Hany Sawiris. La prima rappresenta Gesù sul trono sormontato dal versetto dell’Apocalisse: “Ecco, vengo presto, e la ricompensa che do è nelle mie mani, per ripagare ciascuno secondo le sue opere”. Un’altra rappresenta invece Gesù con i 21 martiri.

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