Egitto, Al Zawahiri rilancia la tesi del «complotto copto contro Morsi». In fiamme villaggi cristiani e chiese

Dopo il videomessaggio del successore di Bin Laden a capo di Al Qaeda, si moltiplicano le violenze degli islamisti contro i cristiani

In Egitto si sono moltiplicati gli attacchi ai cristiani da quando, sabato scorso, siti e blog di riferimento degli estremisti islamici hanno diffuso il videomessaggio in cui Ayman al-Zawahiri, successore di Osama Bin Laden a capo della rete terrorista Al Qaeda, accusa i copti di avere ordito insieme agli Stati e all’esercito egiziano il “complotto” per destituire il presidente Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani. Nel video il medico-teologo del terrorismo islamico imputa ai cristiani egiziani di aver appoggiato il colpo di Stato militare contro Morsi con l’intento di «creare uno Stato copto nell’Egitto meridionale».

MINYA A FERRO E FUOCO. Come informa l’agenzia Fides, «negli ultimi giorni, assalti a chiese e abitazioni dei copti si sono susseguiti in tutto il Paese». In particolare, informa l’agenzia, «i casi più gravi riguardano alcuni villaggi dell’area intorno a Minya. Nel villaggio di Bani Ahmed, la sera di sabato 3 agosto, bande di islamisti hanno provocato la fuga di tutta la popolazione e l’incendio di almeno 9 case e 24 negozi di proprietà dei cristiani oltre a camion, bus e automobili bruciati per le strade». Anba Makarios, vescovo ausiliare copto ortodosso di Minya, ha raccontato che il pretesto per il raid è stato una lite tra alcuni islamisti e il proprietario cristiano di un bar che nel suo locale stava ascoltando una canzone elogiativa dell’esercito. «L’intervento delle forze di sicurezza è avvenuto quando ormai il villaggio era stato già messo a ferro e fuoco», riporta Fides.

LA CHIESA SALVATA. I cristiani di Bani Ahmaed, tuttavia, aiutati dai pochi agenti di polizia che erano sul posto, sono riusciti a difendere la chiesa locale, dedicata alla Vergine Maria. La violenza, però, continua sempre l’agenzia Fides «si è propagata nei villaggi circostanti. Nel villaggio di Reeda, per fomentare la ferocia, gli islamisti hanno diffuso la falsa notizia che i cristiani avevano provato a incendiare una moschea, provocando l’assalto alla locale chiesa protestante, la cui facciata è stata gravemente danneggiata».

«NON POSSIAMO PAGARE ALL’INFINITO». «I cristiani – ha detto all’agenzia Fides Anba Botros Fahim Awad Hanna, vescovo copto cattolico di Minya – rischiano di diventare ancora una volta il capro espiatorio delle tensioni che agitano il paese. Capisco che c’è tanta gente delusa e ferita. I cristiani sono pazienti. Ma non possiamo pagare sempre all’infinito. Ormai è chiaro che le violenze islamiste si indirizzeranno sempre più contro i copti. Sono necessarie contromisure adeguate, ad esempio aumentando la protezione delle chiese da parte delle forze di sicurezza».