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Russia: finanza creativa e pensionati al Creatore Il prodotto interno lordo pro capite russo si aggira sui 60 mila rubli all’anno, equivalenti alla modesta cifra di 4 milioni e mezzo di lire a testa. Ma a 4 milioni di pensionati fra Mosca e Vladivostok va molto, ma molto peggio: devono campare con la miseria di 234 rubli al mese, cioè meno di 18 mila lire.

Adesso però Evghenij Primakov, primo ministro russo che governa grazie al sostegno dei comunisti, ha deciso di porre fine allo scandalo, e di portare queste pensioni a… 350 rubli! Ne dà notizia la Izvestija precisando che una volta a regime (1° novembre prossimo) l’aumento risulterà del 15%, mentre nei soli due mesi e mezzo fra l’inizio dell’anno e il 15 marzo i prezzi sono aumentati del 14,6%! Come pensano di fare Primakov e soci a trovare i soldi per questi aumenti (e per altre necessità sociali)? Attuando un vero e proprio “esproprio tributario”, lamenta ancora la Izvestija, attraverso cui “i cittadini daranno all’erario metà delle loro entrate”. Se però andiamo a vedere il nuovo scaglionamento delle aliquote delle imposte sul reddito, scopriamo che in realtà solo chi guadagna più di 300 mila rubli all’anno (pari a 23 milioni di lire) dovrà versare il 45% delle sue entrate. E in Russia a queste cifre arriva ben poca gente.

Più probabile che un gettito discreto arrivi invece da un’altra misura: l’aumento della tassa sugli immobili contenuta in un progetto di legge in discussione. Mentre le pensioni minime cresceranno del 15%, la tassa in questione aumenterà del 15 mila per cento (dallo 0,1 all’1,5%)! Ne saranno colpite prime abitazioni e dacie, mentre saranno esentate le casette estive con giardino collocate all’interno di cooperative ortofrutticole: un ultimo omaggio ai kolchoz.

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