Cristiani perseguitati. Papa Francesco ha incontrato Paul Bhatti: «Io prego per voi, sono con voi»

L’ex ministro pachistano e fratello di Shahbaz, ucciso per la sua fede, ha raccontato il colloquio avuto oggi col Pontefice. «La sua vicinanza è di grande incoraggiamento per tutti quanti»

Paul Bhatti ha incontrato oggi papa Francesco. L’ex ministro pachistano (fratello di Shahbaz, ucciso per la sua fede) ha incontrato il Pontefice a margine dell’udienza Generale. Accompagnato dalla madre, Bhatti ha poi riferito a Radio Vaticana del colloquio avuto col Santo Padre e dell’invito della donna a recarsi in Pakistan. «Ho visto il Santo Padre commosso – ha riferito Bhatti -; ho visto che non aveva parole e ha abbracciato mia madre, le ha stretto la mano e mi ha detto che lui ci è vicino e pregherà per noi. “Sono con voi! Dio vi benedica!”». Poi chiaramente ha detto: “Io prego per voi, sono con voi e, per tutto quello che posso fare, sono disponibile”».

CRISTIANI PERSEGUITATI. Con la Radio Vaticana, Bhatti ha parlato dei cristiani perseguitati non solo nel suo paese, ma anche nel resto del mondo, in particolare in Iraq: «Sono perseguitati a causa della loro fede. E la fede è una cosa che ci lega tutti quanti, ci unisce tutti. La Madre Chiesa è una sola e Papa Francesco è – diciamo – la forza suprema! Quindi la sua vicinanza, il suo amore e la sua preghiera chiaramente sono di grande incoraggiamento per tutti quanti. Noi, infatti, viviamo per la nostra fede e per questo tantissimi di noi sono disposti a vivere e morire per la nostra fede. Avere, quindi, questa vicinanza e sentire questa sicurezza è chiaramente un momento di grande conforto».

Bhatti ha ricordato figure come Asia Bibi e Salmaan Taseer. La speranza è quella di trovare «persone sensibili, anche di fede musulmana, che credono nella dignità dell’uomo, nella pace e nell’amore. Questo lascia la speranza che un domani si possano superare quegli ostacoli, che sono creati dalla discriminazione, dalla divisione e, come il Papa oggi ha detto, che sono opposti al dialogo, che dividono, che si traducono in odio tra le varie religioni e tra gli uomini, anche tra gli stessi cristiani»