«Crisi senza precedenti» nel Golfo: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain ritirano ambasciatori dal Qatar

I tre paesi hanno ritirato i rispettivi ambasciatori da Doha a causa del continuo sostegno ai Fratelli Musulmani del Qatar

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L’Ansa parla di «crisi senza precedenti» nel Golfo: non era mai successo che Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (Eau) e Bahrain ritirassero, come fatto ieri, i rispettivi ambasciatori dal Qatar, accusando Doha di cercare di destabilizzare un paese vicino come l’Egitto.

GOLFO DIVISO. Il Qatar si è detto «sorpreso» dalla decisione del trio guidato da Riyad, che ha risposto affermando che Doha viola uno degli accordi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc), cioè quello che vieta di «sostenere chiunque minacci la sicurezza e la stabilità del Gcc attraverso un lavoro diretto o con l’influenza politica». Il Qatar appoggerebbe anche dei «media ostili».

FRATELLI MUSULMANI. Entrambe hanno a che vedere con i Fratelli Musulmani: il Qatar li ha sempre appoggiati, mal digerendo il colpo di Stato militare con cui nel luglio 2013 Mohamed Morsi è stato deposto in Egitto. Arabia Saudita, Eau e Bahrain invece sostengono l’esercito, sia politicamente che praticamente, avendo già devoluto diversi miliardi di dollari in aiuto al nuovo governo del Cairo.
Secondo le monarchie del Golfo, nonostante la Fratellanza sia stata dichiarata come «organizzazione terrorista» in Egitto, il Qatar continua ad appoggiarla, promuovendo le sue attività anche negli altri paesi del Golfo.

AL JAZEERA. L’accusa di sostenere «media ostili» è invece dovuta allo spazio che la tv satellitare qatariota Al Jazeera lascia ai sermoni incendiari del predicatore islamico Yusuf Al Qaradawi, che critica spesso Eau e Arabia Saudita per la loro decisione di scaricare i Fratelli Musulmani.
Negli ultimi mesi negli Emirati Arabi Uniti circa 30 persone sono state arrestate con l’accusa di aver costituito una cellula della Fratellanza e un cittadino del Qatar è stato condannato a sette anni di prigione.

RIBELLI SIRIANI. Infine, anche se Qatar e Arabia Saudita sono uniti nel tentativo di abbattere il regime di Assad in Siria, sostengono in parte fazioni opposte. Da una parte Doha finanzia la Coalizione nazionale siriana, dove i Fratelli Musulmani hanno causato più di una spaccatura interna, mentre Riyad appoggia politicamente e arma, oltre ai ribelli, anche le componenti salafite e islamiste riunite nel Fronte islamico.

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