Perché la nostra era glaciale demografica appena certificata dall’Istat ha molto a che fare con la gelata degli stipendi (se siamo l’unico paese europeo che ha perso potere d’acquisto nelle ultime tre decadi, qualcosa c’entrerà)
L’ultima conferma è arrivata questa settimana, quando l’Istat ha pubblicato il proprio bilancio demografico aggiornato alla fine del 2025. In Italia nascono sempre meno bambini: lo scorso anno ne sono venuti alla luce 355 mila in tutto, aggiornando il record negativo del 2024 di 370 mila. Significa che il tasso di fecondità è ulteriormente sceso a 1,14 figli per donna (dodici mesi prima eravamo a 1,18), il più basso della storia italiana e tra i peggiori al mondo, eccezion fatta per paesi come Corea del Sud e Taiwan dove addirittura l’indicatore si ferma a 0,8.
Ciononostante, come emerge chiaramente dal pamphlet Istat, non siamo meno di un anno fa: anzi, dopo dodici anni la popolazione è stabile a 58 milioni e 943 mila abitanti, grazie all’allungamento della vita (gli over 85 sono centomila in più in un solo anno) e ai 188 mila stranieri che si sono aggiunti ufficialmente al computo. La speranza di vita si alza a 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne e l’età media degli italiani...
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