Così le famiglie rinviano spese e investimenti

La frenata del credito al consumo raccontata dai numeri. Pesano le incertezze dello scenario macroeconomico

Il quadro generale suggerisce che le famiglie italiane, nell’attesa di capire come evolverà uno scenario macroeconomico, percepito come molto incerto, stiano rinviando spese e investimenti rilevanti. Rallentando così la crescita degli ultimi tempi.

Nel dettaglio, il credito al consumo registra un +5,6% rispetto allo scorso anno e il +7,4% del primo trimestre 2019 è più legato a una performance modesta nello stesso periodo del 2018 che a una reale crescita. D’altro canto, anche i consumi dei beni durevoli delle famiglie sta frenando la propria crescita. Se la domanda è stabile, le condizioni di offerta restano piuttosto distese, vista anche la forte pressione concorrenziale in corso.

I “FINALIZZATI” IN DOPPIA CIFRA

In decisa crescita i finalizzati. L’ambito “auto e moto” presso i dealer ha fatto il +8,2% nel 2018 e supera la doppia cifra, +11,6%, nel primo trimestre del 2019, grazie alla ripresa delle immatricolazioni di auto nuove da parte dei privati. Ripresa agevolata anche dal diffondersi di soluzioni di credito meno tradizionali, come il finanziamento rinnovabile dopo 3 anni su una nuova vettura. Cresce l’espansione del noleggio a lungo termine anche al di fuori del tradizionale perimetro aziendale.

I finalizzati per “altro” crescono anch’essi a doppia cifra, con un +10,1% nel primo trimestre del 2019: merito degli accordi tra enti eroganti e dealer (in forma di promozioni e linee di credito rateali e rotative) sul fronte di elettrodomestici ed elettronica, che hanno intercettato una maggiore domanda per prodotti come telefonia e dispositivi domestici smart. In crescita anche i finanziamenti per il “green”, impianti compresi, che riguardano ormai il 5% del finalizzato.

Frenano i prestiti personali, +5%. Il refinance è più dinamico, segno della concorrenza sul mercato. Rallentano anche i finanziamenti contro cessione del quinto o della pensione: la metà dei flussi si è diretta verso i pensionati. Nei primi mesi del 2019 il segno per il comparto è negativo.

MEGLIO LO SPORTELLO DEL WEB

Tra i canali di erogazione del credito al consumo, la capillarità della rete di sportelli delle banche ne conferma il ruolo di canale principale. Il web veicola una quota minoritaria e tutto sommato contenuta di erogazioni: le stesse procedure digitali, anche quando disponibili, vengono utilizzate per percentuali molto minoritarie dei flussi. E la firma digitale supera nettamente le soluzioni “web” per la verifica dell’identità: segno che nell’online prevale la vendita a un cliente giù acquisito. La filiale o il punto vendita, e quindi il contatto umano diretto, si confermano il canale preferito per la sottoscrizione di un finanziamento, anche restringendo il campione alla sola “Generazione Y”.

Risultano tuttora bassi gli indici di rischiosità del credito alle famiglie. Il tasso di default nel primo trimestre del 2019 è all’1,7%: media del 2,6% dei prestiti personali, dell’1,2% dei finalizzati e dell’1,3% dei mutui.

Francesco Megna, autore di questo articolo, è commerciale settore banking

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