Corea del Nord. Il regime adotta nuove misure per scovare e perseguitare i cristiani

Il dittatore Kim Jong-un ha ordinato ad aprile di attuare metodi più efficaci per scovare quei cittadini che entrano in contatto con il cristianesimo in Cina

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La Corea del Nord ha inasprito ancora di più il suo atteggiamento nei confronti dei cristiani. Secondo fonti di DailyNk, il dittatore Kim Jong-un ha ordinato ad aprile di attuare misure più dure per scovare quei cittadini che entrano in contatto con il cristianesimo in Cina.

SPIE DEL REGIME IN CINA. Alcuni nordcoreani hanno il permesso speciale di uscire dal paese ed entrare in Cina per ragioni legate al commercio. Al loro rientro questi cittadini vengono spesso controllati e interrogati per verificare che non siano entrati in contatto con il cristianesimo. Il regime disloca inoltre spie e uomini in Cina per scovare eventuali contatti illeciti e trovare i disertori fuggiti dal paese che risiedono di nascosto in Cina.

NUOVE MISURE. Una fonte interna alla Corea del Nord di DailyNk afferma: «Il personale della sicurezza di Stato che si trova in Cina lavora continuamente per arrestare i visitatori nordcoreani che entrano in contatto con i cristiani. Gli impiegati dei consolati sono molto attivi in questo senso, mentre giovani funzionari sono stati mandati in Cina proprio per questo motivo; arrestare persone».
Prima dei nuovi ordini, «le autorità avevano soltanto i nomi dei sospettati. Ora invece hanno anche le fotografie, che vengono usate per cercare i sospetti».

TROVATA DOPO CINQUE ANNI. Una donna di 50 anni, continuano le fonti, scappata dal paese ben cinque anni fa ed entrata in contatto con una chiesa protestante di Pechino, è stata arrestata lo scorso mese e riportata in Corea del Nord. Il regime teme che la diffusione del cristianesimo «possa portare a diserzioni di massa e porre le basi per una potenziale sommossa ideologica», spiega DailyNk.

PERSECUZIONE DEI CRISTIANI. Come confermato anche dall’inchiesta dell’Onu sulle violazioni dei diritti umani in Corea del Nord, l’unico dio ammesso e venerato sotto il regime è il padre della patria Kim Il-sung e nessun’altra religione può contrastare il credo della Juche. Come affermato da diversi testimoni, «chi pratica una religione viene perseguito come un criminale». Il cristianesimo in particolare è paragonato «alla droga, ai narcotici, al peccato e all’invasione capitalista». I missionari sono paragonati in pubblico a «vampiri che succhiano il sangue».
Chi viene scoperto a pregare o in possesso di una Bibbia viene o fucilato senza processo o inviato in un gulag. Attualmente nei campi di sterminio nordcoreani ci sarebbero circa 6 mila cristiani

NUOVI ARRESTI. A conferma dell’inasprimento della persecuzione dei cristiani, ad aprile circa 100 abitanti di Pyongyang sono stati messi sotto inchiesta per presunti «contatti illegali con gruppi religiosi in Cina». Poche settimane prima, altri 30 nordcoreani sono stati arrestati per avere instaurato legami con cristiani stranieri.

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