Common Core. La riforma scolastica di Obama «è un disastro» perfino per il suo partito

Nello stato di New York solo uno studente su tre ha passato i test. Con le nuove norme gli studenti «non vogliono più andare più a scuola», dice una preside al New York Times

La riforma scolastica promossa da Barack Obama per allineare le norme di tutti gli stati americani in materia di istruzione continua a essere sommersa dalle critiche. Questa volta, però, non da parte della destra, dei letterati e dei cattolici. Scrive infatti il New York Times che il nuovo «coro di denunce contro il Common Core proviene da uno degli stati più “liberal”, e uno dei primi ad adottare le norme, New York». Spinti dai risultati disastrosi dei nuovi test scolastici, i rappresentanti del partito democratico e del partito repubblicano all’assemblea statale hanno invitato il governatore democratico Andrew Cuomo a rivedere la legge del 2012 che applica in tutto lo stato di New York le norme comuni per l’istruzione volute da Obama.

IL TEST FLOP. Il malcontento contro le norme comuni, secondo il New York Times, è scaturito in particolare dopo la pubblicazione della performance degli studenti dello stato: «Solo il 31 per cento degli studenti in tutto lo stato ha superato gli esami in letteratura e matematica lo scorso anno», spiega il quotidiano americano. Il risultato è tanto più preoccupante, continua il New York Times, perché attesta un calo della performance «del 55 per cento in letteratura e del 65 per cento in matematica rispetto al 2012». E sulla base di questi risultati «molti insegnanti potrebbero anche essere licenziati». Per questo, la scorsa settimana, l’assemblea statale ha fatto una richiesta bipartisan al governatore Cuomo perché sospenda l’utilizzo dei test per misurare la qualità degli insegnanti. «Alcuni insegnanti hanno giustificato i punteggi bassi – avverte il New York Times – perché non erano stati completamente formati sull’utilizzo delle norme, e non avevano ricevuto nuovi libri di testo e materiali didattici».

«I RAGAZZI NON VOGLIONO PIÙ ANDARE A SCUOLA». «Se non rallentiamo questa cosa, avremo molti problemi», dice al New York Times, Catherine T. Nolan, funzionario del partito democratico a capo dello State Assembly Education Committe. Persino il Board of Regents di New York, che supervisiona tutte le attività educative nello stato, ha votato a favore di una sospensione di cinque anni per l’entrata in vigore delle norme per quanto riguarda i diplomati della scuola superiore. Infatti è proprio nelle scuole superiori newyorkesi che cova l’ostilità maggiore nei confronti della riforma scolastica. Carol Burris, preside di un liceo di Long Island, nominato il migliore dello stato nel 2013, definisce il Common Core «un disastro». «Vediamo ragazzi – ha detto al quotidiano americano – che non vogliono più andare più a scuola» a causa delle nuove norme. La preside ha spiegato che le prescrizioni del Common Core in matematica anticipano di un anno l’insegnamento di alcuni argomenti e li spiegano «in un modo più difficile». Secondo la preside, il Common Core  «sta creando una generazione di giovani studenti che imparerà a odiare la matematica».