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La preghiera del mattino di Lodovico Festa

Chiamare chi spinge per le trattative “partito della resa” non aiuterà la pace (né l’Ucraina)

Bandiere dell’Ucraina e della Russia proiettate sulle mura della città vecchia di Gerusalemme
Le bandiere dell’Ucraina e della Russia proiettate sulle mura della città vecchia di Gerusalemme contro la guerra (foto Ansa)

Le bandiere dell’Ucraina e della Russia proiettate sulle mura della città vecchia di Gerusalemme contro la guerra (foto Ansa)

Su Dagospia si pubblica un articolo di Antonio Polito nel quale si scrive: «Il “partito della resa” ha gettato la maschera. È ancora minoritario, ma punta ormai al bersaglio grosso: portare l’Italia nel campo di Mosca, confermando così l’antico pregiudizio per cui non finiamo mai una guerra dalla parte in cui l’abbiamo cominciata. Abbandonata l’equidistanza iniziale del “né con Putin, né con la Nato”, superata la “neutralità attiva”, sta venendo infatti allo scoperto un movimento, per ora più mediatico che altro, di sostegno esplicito al tiranno». Tutti noi siamo di fronte a un terribile dilemma: difendere la libertà di chi è aggredito, cioè gli ucraini, e cercare insieme la via della pace in un mondo in cui gli armamenti atomici mettono in pericolo l’esistenza stessa della nostra civiltà. E la via della pace peraltro passa anche, imprescindibilmente, dalla ric...

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