Chi è Paul Bhatti, il medico pakistano che difende i cristiani e che parlerà alla Giornata dei Movimenti

Paul è fratello di Shahbaz Bhatti, il politico cattolico ucciso dagli estremisti islamici nel marzo del 2011 a Islamabad per la sua azione in difesa delle minoranze religiose pakistane

Paul Bhatti, 53enne ministro dell’Armonia nazionale e degli Affari delle minoranze nel governo guidato dal Partito popolare del Pakistan fino al marzo scorso, è il fratello maggiore di Shahbaz Bhatti, il politico e ministro cristiano cattolico ucciso dagli estremisti islamici nel marzo del 2011 a Islamabad per la sua azione in difesa delle minoranze religiose pakistane. Paul, che faceva il medico in Italia e aveva pensato molte volte a intraprendere la carriera politica nel suo paese di origine ma non si era mai deciso, ha preso il posto di Shahbaz poco dopo la sua morte, venendo nominato per volontà del presidente Asif Ali Zardari consigliere per gli Affari delle minoranze nel governo del primo ministro Yousaf Raza Gillani.

IN DIFESA DEI CRISTIANI. Poi quando a metà del 2012 il posto di Gillani veniva preso da Raja Pervaiz Ashraf, altro esponente del Partito popolare del Pakistan, Paul era stato promosso ministro dell’Armonia nazionale. Nei suoi due anni di azione governativa, Paul Bhatti si è occupato della difesa dei cristiani e di appartenenti a religioni diverse dall’islam sunnita accusati in base alla legge sulla blasfemia, che prevede anche la pena di morte per offese alla religione islamica. In particolare si è impegnato nella difesa di Rimsha Masih, una ragazza cristiana analfabeta e disabile mentale di età imprecisata (fra gli 11 e i 16 anni) accusata di aver dissacrato pagine del Corano. Arrestata nell’agosto 2012, è stata prosciolta dalle accuse nel novembre dello stesso anno, mentre veniva arrestato uno dei suoi accusatori.

KUSHPUR. Tutti i fratelli e le sorelle Bhatti sono nati a Kushpur, un villaggio di 5 mila abitanti a metà strada fra Faisalabad e Lahore, interamente cristiano, fondato da missionari cappuccini belgi all’inizio del Novecento su un vasto territorio forestale da loro acquistato per raccogliere le famiglie cristiane disperse nel mare islamico circostante. Kushpur, che in lingua punjabi significa “il villaggio della felicità”, è diventato negli anni un villaggio modello: pulito, pacifico, dotato di scuole frequentate da maschi e femmine nella stessa proporzione, organizzato in cooperative per lo scavo dei pozzi, la canalizzazione dell’acqua, l’acquisto di trattori e mietitrebbia, la commercializzazione dei prodotti agricoli. I suoi abitanti cristiani, inizialmente poveri e paria della società, oggi sono mediamente più benestanti e più istruiti degli abitanti dei villaggi musulmani della stessa zona. Ha scritto padre Piero Gheddo, che visitò il villaggio nel 1982: «Il parroco locale mi diceva: “La fama che hanno i nostri cristiani presso i musulmani è di essere gente di cui ci si può fidare perché sono onesti. A Kushpur siamo riusciti a creare un certo benessere diffuso, per la media pakistana, ma negli altri villaggi ci sono casi di vera miseria e molti altri di pura sopravvivenza”». A causa della vittoria della Lega dei musulmani capeggiata da Nawaz Sharif nelle recenti elezioni politiche, Paul Bhatti non sarà confermato ministro per le Minoranze.