Chi chiama «islamico» lo «Stato islamico» offende i musulmani. Lo dice il ministro francese degli Esteri

Laurent Fabius si è raccomandato di «non usare il termine “islamico”, perché crea confusione fra l’islam e i musulmani». Ora si tratta solo di andare a spiegare anche a loro

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Chi chiama lo Stato islamico (Is) con il suo nome discrimina i musulmani. Ne è sicuro il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius, che mercoledì, parlando di fronte all’Assemblea Nazionale, ha raccomandato di «non usare il termine “islamico”, perché crea confusione fra l’islam e i musulmani».
Il ministro, rivolgendosi ai politici e ai media, ha invitato tutti a usare il nome arabo del gruppo, Daesh, acronimo di al-Dawla al-Islamiya fi Iraq wa al-Sham, che si traduce come Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Ancora meglio sarebbe definirli «sgozzatori del Daesh», perché secondo Fabius il califfato «non ha nulla a che fare con l’islam».

IL RICHIAMO DEGLI ULEMA. La richiesta è arrivata pochi giorni dopo quella dell’Unione mondiale degli Ulema, che ha esortato a non parlare di «Stato islamico», perché a rivendicare quel nome sono solo terroristi che «trasgrediscono tutti i princìpi islamici».
La sinistra francese è sempre molto attenta ai distinguo. Lunedì scorso anche il ministro della difesa, Jean-Yves Le Drian, ha definito l’Is «organizzazione terroristica Daesh». Mentre nel comunicato stampa per la Conferenza internazionale sull’Iraq lo stesso termine è stato ripreso da Francois Hollande.
Le premure verbali della gauche francese hanno anche banali motivazioni elettorali. I socialisti, infatti, sanno benissimo che è molto importante per le loro vittorie alle urne il sostegno dei musulmani. All’ultimo ballottaggio presidenziale, il 93 per cento di loro votò per Hollande.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •