Centrafrica. «Come accettare che il nostro carnefice sia il nostro nuovo governante?»

La drammatica lettera inviata a Tempi dal vescovo di Alindao dopo che il signore della guerra islamista Darassa è stato nominato leader di Bambari da Onu e governo. «CI ha uccisi, massacrati, derubati e ora dovrebbe proteggerci?»

Vi abbiamo raccontato di quello che sta succedendo in Centrafrica dopo la firma degli accordi di pace di Khartoum. A Bambari è stato nominato consigliere ministeriale e capo militare della zona Ali Darassa, il leader della milizia islamista Upc, che negli ultimi anni si è macchiato di orrendi crimini a danno della popolazione. In particolare, Darassa ha ordinato il massacro di Alindao del 15 novembre scorso, nel quale hanno perso la vita 86 persone, inclusi due sacerdoti, sono stati bruciati presbiterio e cattedrale, saccheggiato il vescovado, raso al suolo il campo profughi. Pubblichiamo di seguito la drammatica lettera che ci ha inviato monsignor Cyr-Nestor Yapaupa, vescovo della diocesi di Alindao scampato al massacro di novembre.

Non so davvero che cosa dire. Tutto quello che io e la popolazione sappiamo è che molti centrafricani sono scoraggiati a causa di queste nomine abusive di signori della guerra armati all’interno del governo. Le vittime della Seleka (la coalizione islamista che ha effettuato il colpo di Stato nel 2013 perseguitando i cristiani, dalla cui scissione è nato l’Upc, ndr) hanno perso la speranza che gli venga un giorno resa giustizia. Dappertutto c’è paura e malcontento.

Come possiamo accettare che il nostro carnefice di ieri sia diventato dall’oggi al domani il nostro protettore? È la stessa persona che ci ha uccisi, massacrati, derubati, saccheggiati… E ora pretendono che ci protegga o ci governi? Non ha senso.

Se guardiamo bene, i carnefici come Darassa, Hissein, Alkatin, Miskine, Nourredine e altri ancora sono ora diventati eroi per i loro atti barbarici; sono stati ricompensati e vengono onorati per le uccisioni, i massacri, le ruberie… sono liberi di fare ciò che vogliono.

Intanto le vittime dei conflitti sono emarginate e abbandonate alla loro triste sorte. Le vittime si sentono danneggiate. Com’è possibile che nel nome di una cosiddetta “pace” le persone che hanno ucciso, incendiato, assassinato, angariato occupino ora degli importanti incarichi di responsabilità? La gente soffre ogni giorno nel vedere che i loro carnefici vengono issati sul piedistallo della gloria.

Ecco in poche righe qual è l’inquietudine della popolazione perché, nonostante queste nomine, i capi ribelli continuano a compiere ingiustizie nelle province e nei villaggi. Vi auguro una buona Pasqua.