Carlo Pastori: «Tanti auguri a Zelig, che belli i miei anni in tv»

La trasmissione televisiva ideata da Gino & Michele e Giancarlo Bozzo compie quindici anni. Il ricordo di Carlo Pastori, che su quel palco è salito dal 2000 al 2003: «Un’esperienza accattivante, mi ha permesso di farmi conoscere al grande pubblico. Ha il grande merito di aver portato la comicità sul piccolo schermo».

Al duo di autori Gino & Michele è riuscita un’impresa in cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Zelig, la loro creatura, dopo 15 anni televisivi è ancora la trasmissione comica più amata e più seguita dal pubblico. La storia di Zelig nasce nel 1986 nell’omonimo locale in viale Monza a Milano. In pochi mesi il successo è travolgente, la gente fa la fila fuori da questo minuscolo locale di periferia per passare una serata divertente tra Aldo Giovanni e Giacomo, Leonardo Manera, Claudio Bisio, Paolo Rossi e tanti altri. Passano gli anni e la fama aumenta, ormai per gli spettatori conquistare un biglietto e quasi un’utopia. Così il salto di qualità arriva nel 1996, quando va in onda in seconda serata su Italia 1 lo spettacolo celebrativo, Buon Compleanno Zelig. Dieci anni di risate, condotto dallo storico autore Giancarlo Bozzo e dalla Gialappa’s Band. Parte da qui l’avventura televisiva di Zelig, passata prima attraverso un locale da cento posti a sedere, poi da un tendone a Sesto San Giovanni per approdare in grande stile al Teatro degli Arcimboldi da cui è andata in onda anche l’ultima edizione con Claudio Bisio e Paola Cortellesi.

In venticinque anni di spettacoli di gente su quel palco ne è passata davvero tanta: Zelig ha lanciato alcuni dei comici più noti al grande pubblico: da Checco Zalone a Giovanni Vernia, passando per Geppi Cucciari ed Enrico Brignano. E dal 2000 al 2003 anche Carlo Pastori ha fatto parte della banda Zelig: «Ero andato da Gino & Michele per proporre i miei pezzi, io cantavo, suonavo e facevo l’attore. Mi dissero che gli piacevo ma non li convincevo del tutto». Poi la svolta, Carlo inizia a esibirsi con I Martesana in corpore sano, assieme agli amici Claudio Bisio, Flavio Oreglio, Ale & Franz: «Attingevamo dal repertorio dei Gufi, io suonavo la fisarmonica. Andavamo in onda di notte. Grazie alle mie performance con il gruppo riuscì anche a esibirmi con i miei pezzi». Carlo ha un ricordo bello degli anni dello Zelig Circus: «Grazie al programma ho avuto notorietà e la possibilità di lavorare con continuità. Due minuti su quel palco ti permettono di lavorare per i successivi 15 anni. Fuori ci sono un sacco di comici bravissimi che non riescono a conquistare il grande pubblico perché non hanno la cassa di risonanza che solo la tv ti può dare». Lo rifarebbe? «Certo, è stata una bellissima esperienza e ci tornerei di sicuro. Mente chi afferma il contrario. Zelig è un’ottima opportunità per far conoscere il proprio repertorio. E poi i comici saliti su quel palco, una volta fuori, hanno più possibilità rispetto agli altri». Ma ce l’avrà pure un difetto il programma di Gino & Michele e Giancarlo Bozzo: «I tempi strettissimi. Quando sali su quel palco hai 5 minuti al massimo, devi far ridere subito il pubblico, non c’è tempo di condurli dalla tua parte come a teatro. A volte un comico ha a disposizione 30 secondi e non può sbagliare. Ma non voglio criticare nulla, anzi tanti auguri a Zelig: grazie a questo programma la comicità è arrivata in tv e ha dimostrato il suo valore».

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