«Boko Haram ammazzerà Leah in ottobre»

«È stata condannata a morte». L’appello dei genitori per liberare la figlia quindicenne, l’unica tra le studentesse rapite dai jihadisti a Dapchi e a non essere stata liberata perché «non si è convertita all’islam»

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Boko Haram ha emesso una scadenza per l’esecuzione di Leah Sharibu: se le richieste dei terroristi non verrano esaudite la ragazza verrà giustiziata entro fine mese. Lo racconta alla Cnn Nathan Sharibu, padre della quindicenne che si trova in ostaggio dal 19 febbraio, quando il gruppo terroristico rapì 111 ragazze a Dapchi, nello stato di Yobe. Dopo l’intervento del governo, il 21 marzo scorso, 105 di loro riuscirono a tornare a casa, cinque morirono nelle mani dei jihadisti. Una sola non venne liberata: Leah.

«Dov’è Leah?», chiese sua madre Rebecca ai miliziani il giorno in cui entrarono a Dapchi per riconsegnare le compagne di prigionia alle loro famiglie. «Si è rifiutata di convertirsi all’islam, ha detto che non lo farà mai, ma finché non diventerà musulmana non sarà rilasciata», fu la risposta secca. «I terroristi hanno minacciato di uccidere Leah in ottobre. Il tempo stringe, per questo chiedo al governo di continuare a parlare con loro» è l’appello del padre dopo aver visto un video che annunciava l’uccisione di un operatore umanitario mostratogli dai giornalisti locali. «Nostra figlia sta affrontando una condanna a morte».

«NON POSSO DORMIRE SAPENDO CHE LEAH È IN PERICOLO»

Il portavoce del presidente Muhammadu Buhari, Garba Shehu, ha confermato alla Cnn che il presidente è in contatto con alcuni «negoziatori internazionali» al lavoro per risparmiare la vita della ragazza e degli altri prigionieri di Boko Haram, e lo stesso Buhari, il 3 ottobre, ha chiamato la famiglia per assicurare che la sua amministrazione sta facendo tutto il possibile per ottenere la sua liberazione, «Leah back home safely». Ma da quando è stato emesso l’ultimatum la famiglia vive ore di angoscia: «I miliziani erano arrabbiati perché non avevano ottenuto alcuna risposta: sto pregando e le persone stanno pregando con noi, ma ora siamo ad ottobre, non posso dormire sapendo che la vita di mia figlia è in pericolo», ha detto mamma Rebecca.

OLTRE MILLE BAMBINI RAPITI

Sharibu ha solo 15 anni ed è prigioniera da quasi otto mesi: la chiesa evangelica ha indetto a fine settembre una tre giorni di preghiera e digiuno per il suo rilascio, per quello di un infermiere e un’ostetrica (secondo il quotidiano locale The Cable minacciati come Leah nel video dei jihadisti di venire ammazzati questo mese), e per tutti i cittadini ancora ostaggio di Boko Haram. Dal 2013, più di 1.000 minori sono stati rapiti dai terroristi nel nord-est della Nigeria, tra questi le studentesse sequestrate a Chibok, nello stato del Borno, il 14 aprile 2014. Quella notte i terroristi islamici rapirono dal dormitorio della scuola 276 ragazze, quasi tutte cristiane, e le portarono nella loro roccaforte: la foresta Sambisa. Poco dopo il sequestro, i terroristi pubblicarono un filmato nel quale affermavano che le ragazze erano state tutte convertite all’islam. Il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, giurava: «Le venderò al mercato e le sposerò ai miei uomini». Finora sono state liberate 93 ragazze di Chibok. Almeno un centinaio di loro si trovano ancora in cattività. Ragazze come Leah, di soli 15 anni, su cui pende una condanna a morte per non avere abiurato.

Foto Ansa

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