Risotto, risotto e ancora risotto. E una sontuosa cassoeula

risottoPoche cose sono più lombarde, anzi milanesi, del risotto. Per cui, è difficile stupirsi se un ristorante più o meno tipico della zona prova a cucinarli, magari in gran varietà. A Lazzate (Monza e Brianza), il paesino delle Groane a suo tempo “governato” dal simpatico (e compianto) sindaco leghista Cesarino Monti, un posto così c’è. Lo mandano avanti Danilo e Davide Bizzozero: si chiama Osteria del Borgo. Un ingresso a veranda con una rara affettatrice Berkel color avorio, è il biglietto da visita. A pianterreno, una sala simpatica che fa l’occhiolino all’antico; al primo piano, altre salette più semplici. Qui sarete serviti e riveriti da uno staff di rara simpatia. Vi porgeranno il menù, ma conviene dare un’occhiata anche alla grande lavagna che inalbera i piatti del giorno, sempre diversi. La cucina “brianzoleggia” con giudizio.

Si parte con i salumi; con i sottaceti; coi nervetti in insalata (buonissimi); col ganassino di manzo in salsa verde e mostarda; col salame cotto.

Poi, risotto, risotto e ancora risotto. Perfetta la mantecatura di quello al Barolo e midollo, per esempio, indovinato anche nella cottura. Da sottoscrivere anche quello al Bitto e vino Sassella, dal curioso effetto cromatico. In ogni caso, ci sono quelli alla milanese, alla monzese e con vino rosso e salsiccia. Se no, tagliolini al cervo o gnocchi di zucca.

Di secondo, assolutamente memorabile la sontuosa cassoeula (23 euro meritati fino all’ultimo centesimo), servita con la polenta, sgrassata ma perfettamente filologica. Di rigore il resto: polenta uncia (con burro e formaggio) o col Gorgonzola; cervo in umido; lesso di ganassino e biancostato; ossobuco con la polenta. Nei giorni feriali, disponibili anche grandi piatti unici a prezzo ribassato. Di dolce, apprezzabile e “nonnesca” torta di mele. Vini buoni in sé, ma presentati in una carta che non indica le annate disponibili. Si spendono circa 40-45 euro a seconda delle scelte, in un’atmosfera piacevole a metà tra passato e modernità, assistiti da osti che sanno il fatto loro.

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