Mostra – Boecklin, Moreau e gli altri pittori visionari ospiti a Rovigo

Favai New York - LinguerrimAngeli e demoni, conscio e inconscio, incubi e sogni: sono questi gli elementi dell’aurora del XX secolo protagonisti della mostra Il demone della modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve, che aprirà i battenti il prossimo 14 febbraio presso il Palazzo Roverella di Rovigo. Guidati dallo spirito e dall’emozione, artisti come Arnold Boecklin, Paul Klee, James Ensor, Max Klinger, Gustav Moreau, Cagnaccio di san Pietro, Bortolo Sacchi, Alberto Martini, si sono cimentati in rappresentazioni al confine tra il fantastico, il misterioso, il lussurioso. Immagazzinata per bene la tematica simbolista, questi pittori dallo spirito visionario e utopistico ci presentano una modernità inquieta e tempestosa, fitta di rimandi di morte, ma al contempo celebratrice di un vitalismo che, partendo dagli angoli più nascosti dell’essere, si muove verso nuove conquiste e nuovi miti.

 E’ cinta da un enorme serpente la seducente protagonista dell’opera Il Peccato Franz von Stuck, che con i suoi occhi scuri ci guarda con aria di sfida, lasciandosi avvolgere dallo scuro sfondo. Anche la Salomé (1917) di Hans Unger si mostra forte e risoluta mentre, con l’abito che le fascia il corpo sinuoso, regge il vassoio con la testa di Giovanni Battista. Uno sfondo fiabesco circonda la figura di Edipo, ritratto sul trono con le sue ali potenti nell’opera di Gustav Moreau intitolata Le Voyageur ou Oedipe, voyageur. Tra gli artisti italiani è Mario De Maria ad intimorirci con un bosco malvagio, dai cui alberi scorgiamo la figura di un demone rosso: l’opera si intitola Il mulino del Diavolo. E per scoprire tutte le altre opere c’è tempo fino al 14 giugno 2015.

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