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A Milano ci sono tanti signori Hu quanti signori Rossi? Sì, ma l’invasione cinese non c’entra nulla

agosto 27, 2013 Rodolfo Casadei

Complimenti ad Alessandra Coppola, che sulle pagine della cronaca milanese del Corriere della Sera del 26 agosto ha sinteticamente ma correttamente spiegato perché nel capoluogo lombardo il cognome cinese Hu insidia ormai il primo posto dell’indigeno Rossi e perché fra i primi 10 cognomi maggiormente diffusi a Milano ben 3 siano cinesi.
Mentre altri grandi quotidiani ed alcuni esponenti di partito sproloquiano sull’antico insediamento (nella zona di via Sarpi) e su di un’ipotetica alta fecondità degli immigrati cinesi, sull’invasione demografica made in Pechino e sulla metropoli che starebbe perdendo il suo volto, la Coppola giustamente scrive: «I cinesi hanno pochi cognomi diversi, e allora sembrano più numerosi per un banale effetto di “concentrazione”».

Ebbene sì, i cinesi sono il popolo più numeroso del pianeta e uno di quelli col minor numero di cognomi a disposizione. Con una popolazione di 1 miliardo e 344 milioni di abitanti, la Cina presenta la miseria di 22 mila cognomi. Non solo: quelli veramente diffusi sono appena 100, e da soli coprono ben l’87 per cento della popolazione cinese.
L’Italia, che per numero di abitanti è il ventitreesimo paese del mondo coi suoi quasi 60 milioni, conta qualcosa come 330 mila cognomi (vedi Enzo Caffarelli – Carla Marcato, I cognomi d’Italia. Dizionario storico ed etimologico. Utet, Torino 2008), cioè 15 volte di più del gigante cinese.

Perché in Cina sia avvenuta una tale concentrazione di appellativi, non è chiaro. I cognomi attuali si sono formati a partire da nomi di luogo, nomi propri, soprannomi, nomignoli, mestieri, esattamente come i cognomi italiani. Qualcuno ipotizza che la quasi assenza di immigrazioni dall’esterno abbia mantenuto basso il numero dei cognomi, o che c’entri qualcosa il plurisecolare sistema di potere imperiale: la spiegazione definitiva non c’è.

Comunque sia, le testate e gli articolisti che hanno avallato l’idea di un’invasione cinese di Milano sono imperdonabili: sarebbe bastata un’occhiata alla demografia cittadina per rendersi conto dell’insulsaggine del messaggio. La popolazione residente a Milano ammonta, secondo i dati ufficiali del Comune che risalgono a quasi un anno fa, a 1 milione e 274 mila abitanti. Di questi, solo 180 mila circa sono stranieri, e quella cinese, con circa 19 mila appartenenti, non è nemmeno la prima comunità di immigrati in città: la precedono filippini (circa 34 mila) ed egiziani (circa 29 mila).

Ora, se in una città dove gli italiani sono quasi 1 milione e 100 mila i cognomi di un gruppo etnico di 19 mila unità occupano tre posizioni nelle prime dieci della classifica dei più diffusi, concludere che quella comunità dispone di pochi cognomi diversi fra loro non dovrebbe essere difficile. A meno che qualcuno non sia un po’ troppo ossessionato dall’idea dell’invasione cinese. Che non è fuori luogo se si discute di capi di abbigliamento, giocattoli o prodotti per la casa. Ma che sicuramente non sta in piedi dal punto di vista della demografia.

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2 Commenti

  1. Annabel says:

    Probabilmente hanno tutti lo stesso cognome perché entrando documenti falsi (di un altro già immigrato) poi mantengono gli stessi dati anche quando si “regolarizzano”

    • bah says:

      esattamente, mi fu spiegato, tra di loro vendono le identità come pane. A seconda delle necessità c’è l’identità giusta per te, puoi anche sceglierti l’età. Il tutto a prezzi relativamente irrisori.

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