Il microcosmo di strappi e suggestioni di Paolo De Cuarto

Parola d’ordine: marchio. Ecco ciò che immediatamente riconosciamo guardando le opere di Paolo De Cuarto (all’anagrafe Paolo Scozzafava, ma lo pseudomino è dato dal fatto che è il quarto di cinque figli), contemporaneo artista classe 1972, allievo di Mimmo Rotella, da cui apprende la passione per i ritagli e gli strappi di giornali e poster, che riduce a sua volta a brandelli ricreando un microcosmo di suggestioni e rimandi che creano un raccordo di memorie e analogie nella mente di qualsiasi spettatore.

Protagonista della mostra Tracce, appena inaugurata presso il Complesso di Santa Lucia e Agata di Matera ed aperta al pubblico fino al 29 aprile 2013, presenta i frammenti di vecchie rèclame che negli anni Cinquanta e Sessanta hanno fatto la storia della pubblicità, dalla Olivetti alla Pepsi, alla Vespa. Che sia un logo, una sfumatura o un determinato colore, come per magia il nostro occhio riesce a raccoglierne il significato e il suo tempo, benché l’artista che lo ha lavorato l’abbia prima decontestualizzato e modificato, togliendo, sgrossando, riducendolo all’essenziale.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •