Gli scatti di Bas Princen invadono la Casa dell’Architettura di Roma

Trionfa per la prima volta nella Capitale il fotografo contemporaneo Bas Pincen (1975) con una raccolta di scatti della serie Reservoir dove cantieri, demolizioni e scorci di abitazioni dominano sull’essere umano come simboli inquietanti della civiltà contemporanea

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E’ la Casa dell’Architettura di Roma (Piazza Manfredo Fanti 47) ad aprire le sue porte, dal 23 settembre all’8 ottobre 2011, al Leone d’argento della XII Biennale d’Architettura di Venezia (2010), il maestro olandese della fotografia contemporanea Bas Princen, classe 1975. In mostra nove scatti del fotografo appartenenti alla serie Reservoir (2011), suo ultimo progetto, dove a far da protagonisti sono cantieri, cave, scorci di abitazioni e demolizioni che, assurgendo più ad astrazioni che ad inquadrature di luoghi reali, non lasciano quasi più spazio al genere umano che viene schiacciato dalla loro prepotente incombenza.

Piccoli dettagli dai colori vivaci, come il blu delle tute degli operai, il rosso acceso di qualche prospetto, il verde di erbe e prati che a stento riescono a fiorire, interrompono, di tanto in tanto, lo scorrere di questi seriosi monumenti, icone più o meno gradevoli, ma vere e proprie, dell’architettura contemporanea. Princen usa sapientemente diversi generi fotografici – dalla tradizione del vedutismo alla fotografia d’architettura – per dare vita a rappresentazioni ideali che rifiutano qualsiasi rimando alla memoria del passato o alla gloria di un prossimo futuro e che si impongono allo spettatore come gigantesche e paradossali presenze, simboli inquietanti della condizione contemporanea.

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