Dov’è la rottura di Bergoglio? Almeno i cristiani lascino al Papa la libertà di fare il Papa

Il sistema mediatico è rimasto sconcertato davanti al comportamento di papa Francesco e non riesce per ora ad attaccare. Cominciano però i tentativi di critica come quello di un giornalista che riporta la frase dell’anziana mamma: «Occorre che ci sia più distanza!». In altre parole, ci deve essere più distacco fra la figura del pontefice e quella di un normale fedele. Càpita anche che le mamme si sbaglino.

Diceva André Frossard che Dio sa contare fino a uno, per dire che siamo tutti figli unici di Dio Padre. La caratteristica del Dio cristiano è quella di essere un dio vicino, non un dio distante. Gesù è venuto accanto a noi, si dà da mangiare nella Comunione e chiama “amici” (Gio 15,15) gli apostoli prima di morire. A Pietro Gesù affida la Chiesa e sarà con noi fino alla fine dei secoli. Papa Francesco mi aiuta a sentire Dio come il dio della vicinanza. Ogni suo gesto ricorda che in ogni uomo si scorge il volto di Gesù.

Poi c’è qualcuno che vuole contrapporre lo stile di Francesco con quello di Benedetto. Ma il Papa ha promulgato l’enciclica sulla fede dove l’impronta di Ratzinger è evidente, definendola chiaramente un lavoro a quattro mani. Dov’è la rottura e la discontinuità? Un cristiano deve lasciare al Papa la libertà di fare il Papa. Quando rinuncia alle vacanze, all’automobile di grossa cilindrata, ai simboli dell’autorità, sta modificando l’istituzione ecclesiale? Non è il caso di formulare giudizi: esiste una grazia di stato che guida ognuno, soprattutto il vicario di Cristo.

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