Che fa il grillino quando finisce nei guai? «Chiede garantismo»

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“Conti in rosso, veleni e avvisi di garanzia. Così la Livorno grillina è finita sotto accusa”. È questo il titolo che assegna oggi Repubblica a un articolo memorabile dedicato al comune toscano in cui si racconta come «la conquista a sorpresa (da parte del Movimento 5 Stelle, ndr) della città che diede i natali al Pci e che non aveva mai tradito la sinistra per ora si è rivelata vuoto a perdere».

LA VICENDA. Il guaio che sta travolgendo la giunta pentastellata di Livorno riguarda l’azienda municipale dei rifiuti, la Aamps, divenuta un caso che «riempie le pagine dei quotidiani locali da mesi». Compaiono cifre spaventose che rappresentano debiti ormai inaffrontabili, presunte evasioni fiscali, buchi di bilancio. È naturalmente in corso un’inchiesta da parte della magistratura. L’assessore al bilancio è indagato e, sostiene Repubblica, «il sindaco potrebbe subire la stessa sorte».

IL SILENZIO DEL VERTICE. Tuttavia non sono questi fatti a rendere l’articolo degno di essere appeso in bacheca. È tutto da vedere come si concluderà la cosa sul piano giudiziario. Piuttosto, il passaggio da segnarsi riguarda il curioso «silenzio tenuto sin qui dai vertici del Movimento», solitamente così sollecito a chiedere la pubblica gogna per “i corrotti” anche quando questi ultimi sono solo presunti. Lo stesso sindaco Filippo Nogarin sembra intenzionato ad accantonare nel caso specifico la caratteristica “diversità grillina” e per una volta – guarda caso proprio questa volta – «chiede garantismo».

Scrive Repubblica:

«Il sindaco Filippo Nogarin è in trincea. Presto un avviso di garanzia potrebbe piombare anche sulla sua scrivania, visto che gli atti contestati e varati dall’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti sulla vicenda Aamps, la controllata dei rifiuti oberata dai debiti, li ha controfirmati lui. E a Lemmetti l’avviso è già stato recapitato. “Mi raccomando – va dicendo Nogarin in questi giorni – non fate forcaioli…”. Sembra quasi una battuta, in bocca a un grillino doc».


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