«Babbo, sei un reazionario»

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Il 16 maggio la Rivoluzione culturale cinese ha compiuto 50 anni. Cominciata nel 1966, e conclusasi 10 anni dopo, è stato un «enorme disastro dell’umanità», come raccontato in una lunga intervista a Tempi dallo studioso Song Yongyi, ex guardia rossa, passato da «sostenitore a nemico di Mao Zedong» e due volte incarcerato dal regime comunista.

In quel periodo, Mao ha epurato i suoi nemici nel partito e agli occhi della popolazione è diventato quasi un dio. Fino a che punto il culto della personalità sia stato diffuso in quegli anni (ma dura ancora oggi con Xi Jinping), lo si può capire da un aneddoto raccontato al New York Times da Tang Jinhe, 71 anni, studiosa alla Tsinghua University di Pechino:

«Un giorno, nel 1976, quando il mio secondo figlio aveva 3 anni, il sole stava tramontando e lui lo guardava scendere dal balcone. Chiese a suo padre: “Babbo, che cos’è il sole?”. Suo padre rispose: “È una gigantesca palla di fuoco”. Lui si sedette in balcone, pensò a lungo, poi tornò dentro e disse: “Babbo, tu sei un reazionario”.

Suo padre disse: “Ehi, perché mi chiami reazionario?”. Lui rispose: “Perché il sole è il Presidente Mao, ma tu hai detto che è una gigantesca palla di fuoco”. Suo padre disse: “Oh, ho capito. Ma dire che il Presidente Mao è il sole, è solo una metafora”. Lui disse: “Che cos’è una metafora?”. E suo padre rispose: “Come faccio a spiegare a un bambino di tre anni che cos’è una metafora?”.

Mio figlio disse: “Babbo, tu sei un reazionario”. Suo padre disse: “Mi sono sbagliato. Il sole è il Presidente Mao. Tu non capisci che cos’è una metafora, quindi dimentica tutto”. Lui disse: “È comunque sbagliato. Ti ho sentito dire che il sole è una gigantesca palla di fuoco”».


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