Il presidente degli Stati Uniti nella Sala Roosevelt alla Casa Bianca (foto Ansa)
Il presidente degli Stati Uniti nella Sala Roosevelt alla Casa Bianca (foto Ansa)
Su Huffington Post Italia Massimo D’Alema dice: «“Io non so che rapporti abbiano i dirigenti del Pd con la società italiana. Mi domando persino dove prendano il caffè la mattina, perché il risultato ha detto esattamente l'opposto. La scena del voto è stata dominata dai due leader che hanno contrastato Draghi. La tecnocrazia evoca sempre il populismo e la vicenda Monti avrebbe dovuto vaccinare il Pd”. E ancora: “Il problema è che le élite economiche e culturali del paese, quelle che leggono i giornali, non hanno più rapporti con la realtà”».
Le cose che dice D’Alema sulla linea del Pd in campagna elettorale sono ragionevoli; il suo tono da marziano che interviene sulla politica italiana come se non avesse un passato, invece, è surreale. Dal 1992, e ancor più precisamente dal 1994, l’ex segretario dell’ex Pds ha guidato gli ex comunisti nel cercare un accordo con l’establishment e le élite italiane che gli...
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