Berlinguer: «La scuola paritaria è pubblica. Basta con la solita, stanca e stucchevole contrapposizione»

Luigi Berlinguer, ex ministro dell’Istruzione e autore della legge 62/2000 sulla parità scolastica, ha spiegato la sua scuola ideale al Meeting di Rimini

berlinguer-meeting5

Rimini. Luigi Berlinguer è tornato al Meeting dopo quasi vent’anni. La prima volta era stata nel 1997, quando era ancora ministro dell’Istruzione del primo governo Prodi. Padre della legge 62/2000 sulla parità scolastica, non ne può più del «solito, stucchevole stanco ritornello che contrappone pubblico e privato».

«SCUOLA PARITARIA È PUBBLICA». «La scuola è sempre pubblica, perché alleva delle creature», spiega al Meeting. «L’ossessione che nel nostro paese divide le due realtà è ormai vecchia come il cucco: scuola paritaria e pubblica sono la stessa cosa. Ormai è arrivato il momento di parlare dell’apprendimento, di come sollecitare la curiosità degli studenti, di come lasciare libere tutte le scuole di sviluppare le proprie potenzialità. Dibattere ancora di scuola dell’obbligo, come se l’aula fosse una prigione, non va più bene. La parola giusta è: stimolo».

«C’È BISOGNO DI TUTTI». L’ex ministro è intervenuto dopo la docente di Pedagogia all’Università Bicocca di Milano, Susanna Mantovani, che parlando della scuola dell’infanzia ha sottolineato come «ci sia bisogno di tutti i gestori di scuole. La scuola è a corto di risorse e allora c’è bisogno di impiegarle bene, sfruttando l’apporto che pubblico e privato possono dare. La collaborazione tra scuole paritarie, comunali e statali permette di massimizzare le risorse. Non conta chi sono i gestori, ma se offrono una scuola di qualità, accessibile a tutti e rispettosa di chiunque. Nella sfida educativa, abbiamo bisogno di tutti».

«LAVORO È SAPERE». Dopo aver ascoltato l’esperienza di Reggio Children, raccontata da Claudia Giudici, Berlinguer ha delineato le caratteristiche della scuola che vorrebbe: «Una scuola senza mura e senza banchi, dove non c’è spazio solo per la registrazione del sapere. Una scuola dove il lavoro non venga più considerato come qualcosa di estraneo alla cultura, ma come una forma di sapere. Una scuola senza un orario fisso e sempre uguale, aperta tutto il giorno, non solo la mattina».
Tutte queste misure, spiega l’ex ministro concludendo l’incontro “Scuola: statale o paritaria, purché sia migliore”, deve prenderle la politica, «ma il Parlamento non deve solo fare leggi nuove, deve anche verificare che quelle vecchie vengano applicate».