Bella la proposta di Grillo sul reddito di cittadinanza. Ma ci costerebbe 74 miliardi all’anno

Secondo due studi, il “sussidio di disoccupazione garantito” costerebbe 223 miliardi in tre anni, dire no alla Tav 65,4 miliardi di euro.

Se i grillini riuscissero a far votare dalla maggioranza le loro proposte, cosa accadrebbe? L’interrogativo per il momento rischia di rimanere nel territorio della fantapolitica ma in molti si stanno domandando se le proposte di Beppe Grillo siano davvero realizzabili, conti alla mano. Come finanziare, ad esempio, il reddito di cittadinanza? Quanto costerebbe interrompere i lavori della Tav?

REDDITO DI CITTADINANZA. Eleonora Voltolina, direttrice del sito repubblicadeglistagisti.it, ha fatto i conti di quanto costerebbe il «Sussidio di disoccupazione garantito» o reddito di cittadinanza, riassumibile con lo slogan di Beppe Grillo «mille euro a tutti» quelli che sono disoccupati per tre anni, periodo in cui bisogna cercare un lavoro con la clausola di non rifiutare alcuna offerta, pena la perdita dei mille euro. Per finanziarlo, il M5S vuole recuperare 7 miliardi di euro dalle super pensioni tra i 10 e i 90 mila euro al mese (125 mila persone in Italia) da ridurre a 4mila euro al mese; 3 miliardi dall’abolizione del finanziamento ai partiti, 1 miliardo dai contributi pubblici alle testate giornalistiche, 11 miliardi dall’abolizione delle province, 2.2 miliardi dalla Tav. Se usassero tutti questi soldi solo per il reddito di cittadinanza, i grillini avrebbero a disposizione un tetto massimo di 24,2 miliardi di euro.

SERVONO 223 MILIARDI. Dal momento che, dati Istat alla mano, anche solo le persone senza lavoro e formazione (neet) sotto i 29 anni sono 2,2 milioni, «il provvedimento costerebbe 26 miliardi all’anno, 80 miliardi di euro in tre anni». Stando ai dati Istat, la platea però si allargherebbe ulteriormente. Nel 2012 sono stati 2 milioni e 774 mila le persone disoccupate che hanno cercato almeno una volta lavoro, mentre circa 6 milioni e 200 mila le persone inattive (non occupate e non in cerca di lavoro) tra i 15 e i 64 anni (compresi i neet, ed escludendo studenti e pensionati): dando il sussidio a questi ultimi, servirebbero 74 miliardi all’anno, 223 miliardi di euro in 3 anni.

DIRE NO ALLA TAV COSTA 65 MILIARDI. Per quanto riguarda alcune delle altre proposte avanzate dal Movimento 5 stelle, fanno riflettere i numeri che emergono nello studio realizzato ogni anno dall’Osservatorio dei costi del non fare. Nel programma del M5s si propone l’abolizione degli incentivi ai termovalorizzatori, il cui inserimento tra le fonti rinnovabili è ritenuto privo di fondamento tecnico e scientifico. Per l’osservatorio, la mancata realizzazione di 97 termovalorizzatori da 200 kton genererebbe una perdita per l’Italia di 21 miliardi di euro, rispetto ai costi che hanno comportato quelli realizzati tra il 2009 e il 2010 di 800 milioni di euro. Come si sa, i grillini sono fermamente contrari alla Tav: non è disponibile uno studio specifico sul tratto della Val di Susa, ma per l’Osservatorio la mancata realizzazione di 848 km di rete ferroviaria Av nel Paese è costata 65,4 miliardi di euro.