Le tendopoli in piazza e sul lungomare, il ronzio continuo dei droni israeliani, i missili che si abbattono ovunque, i miliziani di Hezbollah a caccia di spie. Passaggio nella capitale libanese invasa dalle famiglie in fuga dalle bombe
Sfollati di Dahieh, il quartiere di Beirut roccaforte di Hezbollah, accampati nella piazza dei Martiri della capitale libanese a causa dei bombardamenti israeliani (foto Giancarlo Giojelli)
La piazza dei Martiri di Beirut è il simbolo vivo della disperazione di un paese che non riesce a trovare pace. Ci sono centinaia di sfollati dal Sud accampati sui prati attorno al monumento. Qui durante gli anni della guerra civile passava la linea verde che separava le opposte milizie. Qui si ritrovano tutte le comunità quando vogliono manifestare. Qui ora dormono in tende improvvisate intere famiglie. Le persone fuggite dalle aree sotto attacco israeliano sono 700 mila secondo il governo, ma altre fonti parlano di oltre un milione. Impossibile sapere quale sia la verità, un censimento non c’è.
In piazza i bambini giocano ridendo e ricorrendosi. Un piccolo mi ferma, si chiama Arz, il nome del cedro, e Fatima, sua sorella più grande, si avvicina protettiva. Fatima avrà dodici anni, Arz sei. Cerco in tasca qualcosa, qualche dollaro, ridono: sono loro che vogliono darmi un regalo, un sacchetto di patatine un po’ sgualcito. Per loro è un piccolo tesoro. Mi portano alla tenda dove si son...
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