Badinter, femminista e socialista contro il governo Hollande: «Troppo accomodante verso l’islam»

Elisabeth Badinter critica il governo sul caso dell’asilo “Baby Loup” dove una donna voleva occuparsi dei bambini con il velo: «La direttrice viene insultata per strada perché tutta la cittadina è in mano ai salafiti»

«A Chanteloup-les-Vignes una donna che non porta il velo viene trattata pubblicamente da puttana». Se c’è una cosa che la filosofa e scrittrice francese Elisabeth Badinter (foto a fianco) non può sopportare è la mollezza del governo Hollande nei confronti dell’islam. Intellettuale di sinistra, laica e repubblicana, femminista di ferro, Badinter critica il governo per la gestione del famoso caso “Baby Loup”, dal nome dell’asilo francese nella periferia di Parigi che nel 2008 ha licenziato Fatima Afif perché voleva occuparsi dei bambini tenendo il velo, vietato dalla legge francese.

CITTÀ IN MANO AI SALAFITI. La battaglia legale è ancora in corso, nel marzo scorso la Cassazione ha annullato il licenziamento ma Badinter protesta in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera: «La direttrice [dell’asilo] viene insultata per strada perché tutta la cittadina è in mano ai salafiti», afferma riferendosi ai radicali islamici. «Alcune donne per strada indossano il burqa, nonostante sia illegale, e se per caso un poliziotto cerca di fare rispettare la legge rischia di innescare una rivolta, come è successo quest’estate a Trappes».

«SINISTRA ACCOMODANTE». La femminista denuncia il cambiamento del paese: «Le prime ragazzine musulmane nelle nostre scuole erano straordinarie allieve che studiavano più delle altre per integrarsi, e ci riuscivano. Da 15 anni a questa parte assistiamo al grande riflusso: le ragazze di origine maghrebina si coprono, si mettono il velo, si rinchiudono nella dimensione spesso opprimente delle loro famiglie. in Tunisia le ragazze musulmane scendono giustamente in piazza contro il progetto di Costituzione che dà loro un “ruolo complementare” all’uomo, mentre in Francia si mettono il burqa. È deprimente».
L’intellettuale di sinistra vorrebbe una Francia molto più laica e coraggiosa di quella propugnata da Hollande: «Una parte della sinistra è troppo accomodante, perché ha il terrore di essere tacciata di islamofobia. In Francia questa è una parola alla moda, che serve per tappare la bocca a chi osa dire la verità: il velo, in molti casi, non è un gesto religioso ma un atto di provocazione politica, di proselitismo, di opposizione militante ai valori della Repubblica».