Avanti tutta col Ponte sullo Stretto di Messina

Di Emanuele Boffi
13 Agosto 2025
C'è sempre qualcuno che si oppone alle grandi opere necessarie all'Italia. Sono gli stessi che un domani «lo celebreranno come un motore del cambiamento del paese»
La riproduzione in scala del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina mostrata in tv dal ministro Matteo Salvini
La riproduzione in scala del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina mostrata in tv dal ministro Matteo Salvini (foto Ansa)

Dedicare il Ponte sullo Stretto a Silvio Berlusconi non mi pare una grande idea. Non perché abbia qualcosa contro il Cavaliere (l’ho pure spesso votato!), ma perché penso che darebbe agli oppositori di sinistra un ulteriore motivo per boicottare l’opera. Di cui, invece, credo che l’Italia abbia bisogno, soprattutto per uscire da quella mediocre mentalità che contraddistingue la nostra iniziativa politica da tanti anni.
Piero Spanzani

Al di là di come si chiamerà – capiamo quel che scrive, caro Piero, ma non abbiamo obiezioni alla titolazione a Berlusconi, anche se sappiamo già che non si farà mai -, il Ponte sullo Stretto sarà un’opera di cui andremo orgogliosi. E quelli che oggi scendono in piazza con le bandiere della Palestina (?!) per urlare «lo Stretto di Messina non si tocca, lo difenderemo con la lotta», un giorno si ricrederanno.

Fosse per loro, non si farebbe mai niente. Una volta è per motivi ambientali, un’altra per i costi, spesso per antipatie politiche (ieri Berlusconi, oggi Salvini), in ogni caso è sempre una questione di “malaffare”, “svendita”, “loschi interessi”. Non bastano le lentezze burocrazia: se il Paese è spesso paralizzato è perché una fetta della popolazione è ostaggio della narrazione disfattista, retroscenista (c’è sempre un retroscena criminoso), anti-tutto che guarda in cagnesco la costruzione di termovalorizzatori, strade, ferrovie e, appunto, il ponte a campata unica più lungo al mondo.

Quindi, avanti tutta. Come ci spiegò in una bella intervista Pietro Ciucci, ad di Stretto di Messina Spa, rispondendo a tutte le obiezioni sul progetto: «Oggi lo osteggiano in ogni modo, domani lo celebreranno come un motore del cambiamento del paese».

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