Il senso strategico dell'opera, l'opposizione di opinionisti e inesperti, la necessità di infrastrutture per il nostro paese. Rassegna ragionata dal web
Un rendering del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina (foto Ansa)
Su Formiche Francesco De Palo scrive: «Attenzione, dunque, al sud Italia dove la contemporanea progettazione sul porto di Gioia Tauro e sul Piano Mattei può determinare grandi cambiamenti nel Mare Nostrum, dove altri soggetti in verità si sono mossi prima dell’Ue come Cosco Cina al Pireo. Ma non è tardi. Il ponte sullo Stretto (in questi giorni al Cipess verrà presentata la versione definitiva) è il mattone che manca a questo progetto. Secondo gli studi di Unioncamere e Uniontrasporti il Pil nazionale salirebbe di 23,1 miliardi di euro e l’occupazione di 36.700 unità. Inoltre potrà essere la nuova “pedana” per accelerare le iniziative legate al Piano Mattei per l’Africa, così da intensificare i rapporti con il continente e, al contempo, avere una dimensione esterna con l’iniziativa Global Gateway dell’Unione europea».
Una sinistra ubriaca e un opinionismo sfiatato non sono in grado di collegare le mosse del governo sul Piano Mattei, sull’Imec (il corridoio economico India-Medio Oriente...
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