Asia Bibi resta in Pakistan, ostaggio degli islamisti

L’avvocato della donna, dopo avere ottenuto la sua assoluzione dall’accusa di blasfemia, ha dovuto lasciare il paese: il governo non gli ha nemmeno assegnato la scorta

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Proteste in Pakistan per l'assoluzione di Asia Bibi dalla condanna a morte per blasfemia

Nonostante l’assoluzione dall’accusa di “blasfemia”, accusa che l’aveva tenuta in carcere (da innocente) per quasi dieci anni, la cristiana Asia Bibi non potrà lasciare il Pakistan. Lo ha deciso il governo di Islamabad per mettere fine alle proteste degli islamisti che agitano il paese dal 31 ottobre, il giorno in cui la Corte suprema, rendendo pubblica una sentenza clamorosa e molto sofferta, ha annullato la condanna a morte per la donna confermata da tutti i precedenti gradi di giudizio.

NESSUNA SICUREZZA

Saiful Malook, l’avvocato musulmano di Asia Bibi, secondo l’agenzia Afp questa mattina ha lasciato il paese alla volta dell’Europa spiegando che «nella situazione attuale non è possibile per me vivere in Pakistan. È necessario che io rimanga in vita perché devo ancora combattere la battaglia legale per Asia Bibi». La reazione degli islamisti è «spiacevole ma non inattesa» per il legale 62enne. «Quello che provoca dolore è la risposta del governo. Non è stato capace nemmeno di fare applicare un verdetto della Corte suprema». Non solo: Islamabad non ha assegnato a Malook alcuna scorta, nonostante le minacce ricevute dall’uomo e perfino proclamate pubblicamente dagli estremisti.

A PATTI CON GLI ESTREMISTI

Da mercoledì scorso, il partito musulmano estremista Tehreek-e-Labaik anima le proteste contro la sentenza che si sono accese in tutto il Pakistan. Il leader del partito, Muhammad Afzal Qadri, è arrivato a dire che «i giudici che hanno scagionato Asia Bibi meritano la morte». Ma ieri, venerdì 2 novembre, ha annunciato la fine delle agitazioni di massa perché è stato raggiunto un accordo con il governo. È sempre l’Afp a fornire i dettagli della trattativa: in sostanza Islamabad non si opporrà all’appello contro la sentenza della Corte suprema che ha salvato la vita ad Asia Bibi. La donna inoltre non potrà lasciare il paese fino all’avvenuta revisione del processo.

LA RESA DEL GOVERNO

E così, nonostante la liberazione dopo 3.420 giorni di ingiusta carcerazione per un’accusa assurda, la vita di Asia Bibi, ha detto l’avvocato Malook all’Afp, «resterà più o meno la stessa». La cristiana, infatti, per evitare di farsi uccidere dai fondamentalisti islamici, sarà costretta a vivere «in una prigione di sicurezza o isolata in un rifugio segreto».

Constata Asianews:

«Due giorni fa, il premier Imran Khan aveva dato l’impressione di prendere di petto i radicali islamici accusandoli di offendere l’islam. Oggi, molti giornali lo criticano. Il Dawn, in un editoriale, afferma: “Un altro governo ha capitolato di fronte agli estremisti religiosi violenti che non credono né alla democrazia, né alla costituzione”. Il discorso fermo pronunciato da Imran Khan giorni fa sembra “sia già condannato all’immondezzaio della storia”».

Foto Ansa

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