«Mio cugino Shahbaz Bhatti ha dato la vita per Asia Bibi. È anche la sua vittoria»

Intervista a don Emmanuel Parvez, cugino del ministro cattolico assassinato nel 2011: «Ora i cristiani temono di subire attentati. Lo Stato li protegga e dimostri che non vuole soccombere ai fanatici islamisti»

«Grazie a Dio Asia Bibi è stata assolta. La verità e la giustizia sono state finalmente ristabilite». È felice don Emmanuel Parvez, sacerdote pakistano in Italia, per la conclusione del calvario giudiziario della madre cattolica ingiustamente accusata di blasfemia. E lo sarebbe sicuramente anche suo cugino, Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico per le Minoranze che è stato assassinato nel 2011 per avere difeso la donna. «Lui ha dato la vita per Asia Bibi. È una grande vittoria anche per lui», dichiara a tempi.it.

«RINGRAZIO I GIUDICI»

Don Emmanuel ringrazia i giudici della Corte suprema, «che hanno dimostrato un grande coraggio assolvendo Asia Bibi. Questa sentenza è la dimostrazione che il Pakistan non vuole soccombere davanti ai fanatici islamisti e ora speriamo che qualche passo possa essere compiuto anche verso la modifica di una legge ingiusta, come quella sulla blasfemia».

«I CRISTIANI HANNO PAURA»

Il sacerdote pakistano si dice fiducioso nel futuro del suo paese, anche se nelle ultime ore gli estremisti islamici stanno mettendo a ferro e fuoco le principali città come Karachi, Lahore e Islamabad. Il governo ha schierato centinaia di agenti di polizia e dell’esercito. Interi contingenti sono stati posti a protezione anche dei maggiori quartieri cristiani: «Ora i cristiani sono in pericolo, hanno paura di subire attentati», continua il sacerdote. «Speriamo che vengano protetti e che i fanatici capiscano che è necessario il rispetto delle minoranze religiose».