Perché l’appello di Descalzi sul Gnl russo è la prova che vent’anni di immobilismo in tema energetico ci hanno ridotto senza più alternative per scaldarci e accendere la luce
Foto Ansa
«Descalzi è un operatore del settore e ha il dovere di porre le questioni per come le vede. Ma benché io capisca il suo punto di vista, non dobbiamo dimenticare che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è l’arma più efficace che abbiamo per costruire la pace».
Con queste parole, pronunciate nel corso della sua visita al Vinitaly di Verona, la premier Giorgia Meloni ha stroncato l’appello dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha chiesto all’Unione Europea di valutare la sospensione dell’imminente stop alle forniture di gas naturale liquefatto (Gnl) dalla Russia.
«Quello che è successo nel Golfo», ha detto Descalzi, «è l’evento più importante degli ultimi quarant’anni, dal punto di vista della caduta dell’offerta: in questo momento mancano 4,5 milioni di barili di prodotti più altri 12 milioni di greggio, quindi qualcosa di importante. Siamo in una situazione dove o hai capacità di produrre quello che ti serve o rischi. Noi non s...
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