“Mamma ho perso l’auto”. Che cosa c’è nel numero di Tempi di ottobre
“Mamma ho perso l’auto”. Fa il verso a un grande classico del cinema la copertina del numero di Tempi di ottobre 2026, già disponibile nello sfogliatore digitale e presto in versione cartacea nelle case degli abbonati con formula full. Con Ursula von der Leyen al posto di Macaulay Culkin, minacciata alle spalle dal presidente cinese Xi Jinping e dall’attivista green Greta Thunberg, a simboleggiare i “furfanti” da cui l’Europa si è fatta “fregare le chiavi della sua industria più avanzata”, l’automotive appunto. Il servizio di copertina è di Rodolfo Casadei, che ricostruisce il misfatto con l’aiuto di Paolo Bricco, giornalista del Sole 24 Ore, Massimiliano Salini, eurodeputato, e un accesissimo Antonio Gozzi, vicepresidente di Confindustria.
Il ricordo di Amicone, l’esordio di Pugnalin
Il nuovo numero del mensile si apre doverosamente con un editoriale di Emanuele Boffi in ricordo del “tiratore di sassi” Luigi Amicone, fondatore del giornale, a 5 anni dall’improvvisa scomparsa (19 ottobre 2021). C’è anche da segnalare un nuovo ingresso tra le firme di Tempi: Riccardo Pugnalin con la rubrica “Il fiancheggiatore”. Perché “il fiancheggiatore”? Lo spiega lui stesso nel suo primo contributo.
Sempre su Tempi di ottobre, poi, Giancarlo Cesana dedica la sua rubrica alle ragioni per cui non solo la Germania, ma mezza Europa svolta politicamente “a destra” malgrado l’insistito “allarme fascismo” delle élite. Nella sezione “primalinea”, invece, Pietro Piccinini racconta l’incontro con “Scuole per crescere”, un formidabile network con base a Firenze che salva dalla chiusura scuole paritarie in tutta Italia.
Il midterm negli Usa, la lezione dell’Afghanistan, il Nagorno dimenticato
Ampio spazio come sempre ai temi esteri nel nuovo numero del mensile. Mattia Ferraresi offre una panoramica della sinistra che si appresta a sfidare Trump alle elezioni di midterm: è il partito democratico d’America, ma ricorda tanto il “campo largo” nostrano. Leone Grotti spiega che cosa (non) hanno imparato gli Stati Uniti e l’Occidente dal disastro combinato in Afghanistan, a 25 anni dall’inizio di una guerra poi chiusa in penosa ritirata 5 anni fa. “Il Molokano” Renato Farina svergogna l’imbarazzante gita turistica azera nel Nagorno-Karabakh strappato agli armeni a cui ha preso parte spensieratamente anche la rappresentante dell’Ue nella regione.
Altrove nella rivista, Lorenzo Margiotta prosegue la serie “Per quale Milano” con un’intervista a Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo, realtà che da sempre prova a mettere insieme (con successo) pubblico, privato e Terzo Settore per offrire risposte ai problemi sempre più evidenti della città. Mentre lo specialista di intelligenza artificiale Alberto Chierici spiega perché non condivide gli allarmi apocalittici rimbalzati in tutto il mondo in questi giorni.
Il segno di Giotto, la giustizia da riformare
Marco Bona Castellotti segnala due importanti riaperture post-restauro – a Firenze e a Tolentino – che permettono di contemplare la profondità del solco lasciato dall’arte di Giotto nella sua epoca. Non mancano i consigli per la lettura: Caterina Giojelli sui racconti dal carcere di Marco Erba (Quello che non hai sentito, Ares), Valerio Pece su Don Giussani. La passione missionaria di Carmen Giussani (Baldini & Castoldi). “Il nocciolo della questione” del numero di Tempi di ottobre se lo prende Nicolò Zanon, già giudice della Corte costituzionale, deciso sostenitore del “sì” al referendum sulla riforma della magistratura, con alcune riflessioni post sconfitta.
E poi ci sono come sempre i nostri rubrichisti: Lodovico Festa sugli appuntamenti chiave di ottobre nel mondo, Marco Invernizzi sui 4 anni e mezzo della guerra russo-ucraina, Lorenzo Malagola su abolizione del bollo auto e altri interventi del governo in materia di tasse, le chicche di cinema romeno scovate da Simone Fortunato, la foto di Marina Corradi, la parola “sincerità” riscoperta da Pier Paolo Bellini, l’ironia di Berlicche sulla mania delle previsioni di sventura.
In attesa che la rivista arrivi nelle loro case, gli abbonati possono già sfogliare il numero di Tempi di settembre 2026 in formato digitale nell’area riservata del sito, accessibile solo ai sottoscrittori di abbonamenti full e digitale. Chi non è ancora abbonato può rimediare cliccando qui.
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