«Liberate Gaza da Hamas». Che cosa c’è nel numero di Tempi di settembre

Di Redazione
01 Settembre 2026
Guida ai contenuti del nuovo mensile. Con interviste all’avvocato palestinese Al-Natour, perseguitato dai terroristi che governano la Striscia, a monsignor Morandi sul suicidio assistito, all’astronomo del Papa D’Souza
La copertina del numero di settembre 2026 di Tempi, dedicata all’intervista a Moumen al-Natour, avvocato palestinese di Gaza perseguitato da Hamas

«Liberate Gaza da Hamas». È l’appello che campeggia sulla copertina del numero di Tempi di settembre 2026, già disponibile nello sfogliatore digitale e presto in versione cartacea nelle case degli abbonati con formula full. A pronunciarlo, in un’ampia intervista a Leone Grotti, è l’avvocato palestinese Moumen al-Natour, torturato venti volte e minacciato di morte dai terroristi che governano la Striscia. Quello di Hamas «è un regime che non vuole la pace», dice Al-Natour. «Sbagliano gli occidentali che lo sostengono».

Il Meeting, la “Communio”, le stelle. E il libro di Tempi

Notevole, come sempre, il bottino di testimonianze e di idee che ci siamo portati a casa dalla settimana del Meeting 2026. Alcune iniziamo a offrirle ai nostri abbonati già in questo nuovo numero del mensile. Una è l’annuncio della rinascita della versione italiana della rivista Communio, proprio nei giorni in cui papa Leone XVI ricordava al popolo di Cl radunato in fiera a Rimini quanto gli aveva già detto san Giovanni Paolo II 44 anni prima: «Se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa, è la comunione». Ne ragiona Emanuele Boffi nell’editoriale. Poi c’è la grande intervista di Rodolfo Casadei al gesuita Richard Anthony D’Souza, direttore della Specola vaticana, che dice: «Se c’è una scienza che ci porta direttamente a Dio, questa è l’astronomia».

Doveroso segnalare inoltre, ancora a proposito di Meeting, il successo del libro Il nervo scoperto del mondo. Cento domande e risposte sul conflitto israelo-palestinese, che i tempisti hanno trovato al nostro stand durante la manifestazione. Qui tutte le informazioni utili (oltre alla prefazione di Domenico Quirico) a proposito di questa iniziativa editoriale realizzata con Rubbettino e pensata per sostenere i cristiani in Terra Santa.

Suicidio assistito, intelligenza artificiale, maranza, cannabis

Ancora, nel numero di Tempi di settembre, il presidente dei vescovi dell’Emilia-Romagna, monsignor Giacomo Morandi, motiva a Pietro Piccinini con parole e giudizi molto chiari la sua «decisa contrarietà a una legge sul suicidio assistito». A qualunque legge, a partire da quella appena approvata dalla sua Regione. Francesco Seghezzi, presidente di Adapt, spiega invece perché lo scenario distopico in cui l’intelligenza artificiale rimpiazzerà l’uomo sul lavoro potrebbe essere frutto in realtà di un errore di prospettiva.

Per la serie su Milano, la sua crisi e le sue risorse, Caterina Giojelli ha dialogato per Tempi di settembre con Maria Carla Gatto, già presidente del Tribunale per i minorenni del capoluogo lombardo, preoccupata perché la città sembra non sapere più vedere, né tanto meno affrontare, i problemi dei suoi giovani. Intanto dalla riva opposta dell’Atlantico arrivano dati che attestano la perdita di appeal della marijuana libera, malgrado o forse proprio a causa della sua progressiva liberalizzazione nel paese. Il nostro Casadei li ha spulciati per noi.

Belli, brutti, sardi e molto altro ancora

Altrove nella rivista, Marco Bona Castellotti raccoglie in una suggestiva presentazione le impressioni ricevute girando tra le opere di una curiosa mostra milanese su “Bellezza e Bruttezza” nel Rinascimento. Mentre Roberto Volpi mette in fila gli inquietanti indicatori che prefigurano il dissesto demografico della Sardegna, un’isola che oggi c’è ma domani, di questo passo, rischia letteralmente di estinguersi. O di andarci vicino.

Nel numero di Tempi di settembre, infine, non mancano le tante idee delle firme del mensile. Giancarlo Cesana fa chiarezza sul fenomeno migratorio a partire dai fatti di Ceuta; Lorenzo Malagola celebra il “ritorno” dell’Italia in America Latina; Lodovico Festa segnala gli eventi da tenere d’occhio a settembre nel mondo, tra cui l’elezione con l’Afd potrebbe strappare la Sassonia alla Cdu di Friedrich Merz; Renato Farina accusa i finti amici che hanno dimentica l’Armenia; Simone Fortunato ripesca due film-verità sugli anni Ottanta, Flesh+Blood e Vivere e morire a Los Angeles; Berlicche commenta ironicamente il caso RanucciLavitola e il “metodo Report” usando gli Skiantos. E poi naturalmente Marina Corradi, Guido Clericetti, Pier Paolo Bellini, le segnalazioni dei libri…

In attesa che la rivista arrivi nelle loro case, gli abbonati possono già sfogliare il numero di Tempi di settembre 2026 in formato digitale nell’area riservata del sito, accessibile solo ai sottoscrittori di abbonamenti full e digitale. Chi non è ancora abbonato può rimediare cliccando qui.

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