Fermi tutti! Carlo Rovelli ha un’(altra) idea atomica per fermare la guerra

Di Caterina Giojelli
06 Ottobre 2025
Dai diss track contro Crosetto al processo a Enrico Fermi, passando per Hamas, Isis, Putin e ora la carta d'identità universale della Nato: il pacifista quantistico è ormai una rubrica quotidiana
Carlo Rovelli, fisico e scrittore italiano, sorride e saluta con la mano destra alzata. Indossa un maglione scuro con colletto a polo nero e occhiali da vista. Ha capelli grigi arruffati
Lo scienziato italiano Carlo Rovelli alla première de "L'Ordine del Tempo" durante l'80ª Mostra del Cinema di Venezia, a Venezia, Italia, 30 agosto 2023 (foto Ansa)

Fermi tutti. No, davvero: Fermi tutti. Scienziati, che “tutti Fermi” come Enrico avete inventato le atomiche, e voi altri, che credete che “atomo” sia il nome di un Pokémon: Carlo Rovelli ha un’altra formidabile idea per portare la pace nel mondo. Il nostro fisico bestsellerista l’ha condivisa il 30 settembre con il segretario dell’Onu «Egregio Dr António Guterres», che fa un po’ lettera all’amministratore di condominio, ma soprattutto con i 2 milioni di lettori del Corriere della sera, edizione cartacea.

«L’idea è la seguente: le Nazioni Unite potrebbero rilasciare una carta d’identità a qualsiasi cittadino della Terra». Una carta d’identità per i residenti sulla Terra, perché non pensarci prima? La cosa, spiega il fisico teorico, porterebbe «un immenso valore simbolico, quello di affermare che tutti gli esseri umani appartengono ad un’unica famiglia di cittadini».

Rovelli ha un’idea atomica: la carta d’identità universale

Rovelli ricorda con disappunto che nel 2019 il suo appello “ai governi” del mondo per ridurre la spesa militare, sottoscritto da 60 Nobel, è “caduto nel vuoto”, ma questa volta l’Onu non ha scuse: gli esperti gli hanno assicurato che stampare e distribuire miliardi di tessere è un gioco da ragazzi, e così le Nazioni Unite «vedrebbero accrescere la loro legittimità simbolica, quando miliardi di persone potranno avere in tasca la loro carta. Sono convinto che sarebbe meraviglioso poter offrire a tutti gli esseri umani il senso di appartenere a un unico popolo».

Non è una idea straordinaria, non diciamo atomica ma certamente degna delle migliori intenzioni simboliche di Miss Italia? Un’altra di Miss Carlo Rovelli dal cuore tuttofare. Noi ce lo figuriamo sempre questo Aristarco in camicia, capello à la Mai 68, l’aria di chi ha appena lasciato un apéro quantistico per salvarci dai buchi neri e da Crosetto.

Dal diss track contro Crosetto al processo a Fermi

Ricordate? Primo Maggio, Concertone, Rovelli che improvvisa un diss track contro il ministro della difesa: “Piazzista di strumenti di morte!”. Sinistra in solluchero. Il Pd di Verona lo avrebbe voluto poi candidato presidente regionale in Veneto, ma Rovelli aveva altro da fare in quanto membro di quel Pcus di intellettuali (Santoro, Vauro, Canfora, Ovadia) autonominatisi coscienza etica del mondo.

Tipo spararle a Fermi, appunto. Enrico Fermi. Rovelli l’ha descritto come un cameriere del fascismo che serviva la bomba atomica al tavolo sette. Un «non grande cittadino» che ha aperto le porte all’inferno nucleare in Giappone, e tocca ad Angela Bracco, presidente della Società Italiana di Fisica, e ai fisici della Normale sbrogliare l’origami ideologico che ignora Fermi antifascista nell’anima, esule dal regime, per farne il capro espiatorio di un nucleare che ticchetta come un Doomsday Clock. Rovelli fa spallucce, ha da «rispondere a malintesi e critiche più serie», ma sa che il suo Fermi-demonio vende più dell’apocalisse climatica: è il ghost story perfetto per il suo one-man-show contro la guerra. Dove la fisica e il fisico stanno agli eventi storici come la virologia e i virologi al Covid.

Hamas, Isis e altri pacifisti

Più influencer di Viola o Bassetti, più “fisico da passerella” di Miss Italia, il messia laico di sinistra vuole infatti convincerci che la pace mondiale è solo una questione di entanglement morale.
Hamas? Un partito democratico, quasi da caffè letterario, di ispirazione religiosa che non ha nulla contro gli ebrei, rifiuta la violenza e difende i diritti umani. Mica un mattatoio con statuto genocida. È la stagione del Rovelli “firma tutto”, l’appello all’Onu per la pace a Gaza della Breakthrough Science Society che condanna la cattura di ostaggi israeliani, all’appello del Cern contro Israele.

L’Isis? Ma non saranno mica animati da «altrettanta sconsiderata generosità e passione di quanti andarono a combattere Franco durante la guerra civile spagnola»? Certo, con buona pace di yazidi, curdi e cristiani scomparsi nei califfati. La Cina? Hong Kong? Scrive che i ragazzi in piazza nel 2020 erano solo figli di papà incazzati con i cinesi, quattro volte più poveri di loro. Solo che i papà erano in galera per dissidenza politica.

Putin? Non è un nemico. Xi Jinping? Nemmeno. Kim Jong-un? Ma va

E poi la sua pagina Facebook. Ragazzi, Rovelli su Facebook è come Paolo Fox con l’oroscopo: ce l’ha per tutti, dalle Sturmtruppen all’Occidente: «Fermatevi, pazzi! State trascinando l’Europa in una guerra enorme!», «Gli israeliani massacrano i palestinesi: nessun problema per l’Occidente. I palestinesi massacrano gli israeliani: l’Occidente è totalmente scioccato. Decenni e decenni così, e continuano. Se questo non è razzismo, cos’è?». E allora Putin? Non è un nemico. Xi Jinping? Nemmeno. Kim Jong-un? Ma va:

«No, non sono i nostri nemici che vogliono distruggerci. Sono i rappresentanti legittimi di due miliardi di esseri umani. Una vastissima parte del pianeta su cui i nostri nonni hanno dominato e che hanno a lungo depredato. Non cercano vendetta. Cercano un mondo in cui non siamo più noi i padroni di tutto, in cui non continuiamo a depredare, in cui le nostre armi non dominano tutto, in cui possiamo vivere tutti. Se noi lo capiamo, possiamo vivere insieme. Se continuiamo a pensare che sono i cattivi da schiacciare e contenere, il XXI secolo sarà come il XX».

Capito? Loro non vogliono distruggerci: vogliono solo che smettiamo di depredare il pianeta. Ma perché Rovelli non va a dirigere Limes?

Ogni buco è trincea

Alla fine, Rovelli è diventato una rubrica. Una specie di Gramellini, ogni giorno un Buongiorno da Aix-en-Provence: “Buongiorno, oggi vi spiego la pace”. E ormai lo trovi ovunque: giornali, tv, librerie. È più ubiquo del prezzemolo e di Geronimo Stilton. “Buongiorno, oggi vi spiego come passare dal marxismo antiNato a vedere in Guterres il beta-tester di Dio” (non fosse che a Rovelli non piacciono le persone che credono in Dio «e siccome vorrei essere simile alle persone che mi piacciono, e non a quelli che non mi piacciono, non credo in Dio»).

Conclusione: per lui ogni buco – nero, bianco o pure la Buchmesse – è trincea. Dalla quale crivellare di hashtag la disinformazione e aggiornare le sue celebri sette brevi lezioni di fisica. Otto: ci vuole una carta d’identità dell’Occidente. Nove: la pace è solo una questione di prospettiva: la sua. Alla decima forse ti regala anche il tostapane.

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2 commenti

  1. ANDREA SOSIO

    Parabola già vista: da illustre sconosciuto a solito tuttologo all’italiana. A tale proposito, dalle mie parti si dice “Ofelè fa el to mesté !”, proverbio sempre vero.

  2. GERARDO BALLABIO

    Ottima idea, così si potranno identificare e rispedire a casa loro tutti i migranti che sbarcano qui senza documenti.

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