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Usa, prosegue la resistenza dei cattolici alle imposizioni laiciste di Obama: «Non chiediamo privilegi ma la libertà di servire»

giugno 14, 2014 Benedetta Frigerio

La Conferenza episcopale americana riconferma le iniziative per difendere le coscienze dai diktat abortisti del presidente

Riunita nei giorni scorsi a New Orleans (11-13 giungo), la Conferenza episcopale americana ha deciso di riconfermare la Commissione per la Libertà religiosa istituita ad hoc due anni fa dall’allora capo dei vescovi Usa Timothy Dolan (poi sostituito da Joseph E. Kurtz). L’urgenza era stata dettata all’inizio del 2012 dall’annuncio del cosiddetto “abortion mandate”, la norma della riforma sanitaria di Obama che impone a tutti i datori di lavoro, anche a quelli di ispirazione religiosa, di pagare ai dipendenti assicurazioni inclusive di coperture per farmaci contraccettivi e abortivi. Lo stesso papa Benedetto XVI all’epoca incoraggiò i vescovi statunitensi a far sentire la propria voce e a mettere in guardia i fedeli dal «secolarismo radicale che minaccia la libertà religiosa (…) a ogni livello della vita ecclesiale». E proprio la libertà religiosa è stata uno dei temi al centro del dialogo intercorso tra il presidente americano e papa Francesco nell’udienza privata di fine marzo in Vaticano.

IN ATTESA DELLA SENTENZA. La Conferenza episcopale ha votato per la riconferma della Commissione consapevole che «i problemi per cui è stata creata continuano e si intensificheranno», come ha detto l’arcivescovo Peter Sartain di Seattle. Mentre l’arcivescovo William E. Lori, membro della Commissione per la Dottrina della fede, ha snocciolato alcuni risultati raggiunti fin qui: in attesa che la Corte suprema si esprima sul ricorso contro l’abortion mandate sottopostole dalla catena di negozi Hobby Lobby, circa 35 aziende commerciali e 22 no profit hanno ottenuto un’esenzione temporanea dai tribunali, grazie ai ricorsi in cui si chiariva che la legge federale lede l’esercizio della libertà religiosa. Ma c’è ancora molto da fare, ha sottolineato Lori, anche perché a livello locale molte parrocchie hanno ignorato il problema e il richiamo dei vescovi a sensibilizzare la gente. Diversi interventi si sono concentrati proprio sul fatto che ancora troppe persone non comprendono il pericolo implicito in quello che sta accadendo. Secondo Lori, molti fedeli si fermano al fatto che «si può sempre andare in chiesa la domenica, le chiese sono aperte e le cose in superficie sembrano quelle di sempre», perciò «non pensano che ci siano sfide per la libertà religiosa».

DUE SETTIMANE PER INFORMARE. Per tutte queste ragioni i vescovi americani hanno deciso di riconfermare anche la “Forthnight for Freedom”, iniziativa nata nel giungo 2012 per prendere consapevolezza delle implicazioni dell’Obamacare e dell’abortion mandate. A partecipare, dal 21 giugno al 4 luglio, saranno circa 130 diocesi, quando «sul nostro calendario liturgico – ha spiegato la conferenza episcopale – sarà celebra una serie di grandi martiri rimasti fedeli di fronte alla persecuzione da parte del potere politico, come san Tommaso Moro, san Giovanni Fisher, san Giovanni Battista, i santi Pietro e Paolo e i primi martiri della Chiesa di Roma». Quest’anno il titolo dell’iniziativa sarà “Libertà di servire”, perché «la sfida non è sulla libertà di culto, ma è quando usciamo dalle mura della Chiesa», ha sottolineato Lori. «Non chiediamo privilegi per la Chiesa, non cerchiamo trattamenti di favore. Chiediamo solo che ci sia garantita la libertà protetta dalla Costituzione di poter servire seguendo il nostro credo (…) il bene comune, i poveri e i vulnerabili». Mentre le norme imposte da Obama potrebbero portare alla chiusura di migliaia di ospedali e scuole religiosi: rifiutando di piegarsi alla legge rischiano multe salatissime.

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35 Commenti

  1. filomena scrive:

    Ognuno è libero di credere in ciò che vuole ma in uno Stato laico la religione non può essere anteposta ai comportamenti dettati dalla legge quindi bisognerebbe che tutti avessero la capacità di scindere la vita privata da quella pubblica. Tutti noi alla fine dobbiamo venire a patti con cose che ci vengono imposte dalle leggi e che magari sono contrarie ai nostri principi ma la convivenza impone anche il rispetto delle idee degli altri. Questa è la democrazia.
    Poi se vuoi fare il martire, fallo pure ma non puoi imporlo al tuo vicino di casa. Le tasse di tutti servono a fornire servizi comuni e non possono seguire i principi di una sola parte. In Italia com il denaro di tutti si pagano gli stipendi di preti cattolici che privilegiano l’insegnamento di questa religione a scapito di altre nell’ambito della storia delle religioni a scuola. Fosse per me questo tema dovrebbe essere inserito nei programmi di storia e lasciare che i preti facciano proseliti in Chiesa. Siccome però la democrazia do questo Paese ha deciso diversamente recependo il concordato in Costituzione mi rassegno

    • luca scrive:

      non è solo un problema di rispetto delle leggi, in america le rispettano molto più che in italia, ne solo di rispetto delle coscienze (anche per queste la sensibilità americana è molto più profonda della nostra) ma di libertà religiosa. che la costituzione americana tutela con ben tre frasi nel primo emendamento, con una tutela ancor più ampia della libertà di pensiero e di parola. e che obama sta pian piano riducendo, imponendo non solo l’uso di fondi pubblici per attività eticamente discutibili (cosa che peraltro avviene in italia) ma proprio denaro diretto del datore di lavoro per coprire farmaci abortivi.
      è per questo che la chiesa si è incazzata, perchè non è stata presentata un’esenzione non solo per i semplici fedeli ma nemmeno per scuole ospedali e università cattoliche.

      • filomena scrive:

        Non conosco la Costituzione americana e neanche gli articoli che si riferiscono alla libertà religiosa. Non credo però che in uno stato laico a rigore di logica possano consentire in nome di un dogma di disattendere una legge dello Stato. Se è così allora la Chiesa ha ragione di rivendicare i propri principi.

    • Piero scrive:

      Ma a te quanto ti pagano per trollare tutti i giorni sui siti cattolici?
      Fossi in te chiederei un aumento per l’impegno che ci metti, Gianni.
      O Pittori ti sostiuisce a casa?

    • Raider scrive:

      Prima, una serie di affermazioni, vere ma stra-dette, sulla democrazia, ma con l’aggiunta che essa ovvero “questa” – se vi pare giusto o democratico – non permette di “scindere la vita privata da quella pubblica”: che è proprio quello che si esige dai cristiani, per confinare la loro testimonianza e le loro opinioni a un privato di completa dissociazione e incoerenza in cui nessuna democrazia, nemmeno “questa”, vorrebbe tenere i cittadini.
      Quindi, il monito a “chi vuol fare il martire” per il gusto di imporre lo stesso martirio al “vicino di casa”, cosa che nessun martire farebbe, specie se lo diventa senza alcuna voglia di martirio, come avviene laddove “il vicino” non gli lascia molte alternative e al “vicino” non va neppure una ramanzina o un cenno di riconoscimento e di saluto.
      Infine, i preti e il finanziamento pubblico “nell’ambito della storia delle religioni a scuola”, che non è nei programmi scolastici, ma che molti preti e insegnanti di religione trattano di propria iniziativa. Ci sarebbero anche i presepi vietati sia a Natale che fuori delle feste comandate, i crocifissi che ‘offendono’ la vista dei bambini musulmani, i moniti a non dire “alleluja” in classe sempre per lo stesso motivo. Ma il leit-motiv filomeniano è quello: e così, nel languire sotto “questa democrazia”, a mr Obama, che si distingue solo per la politica di costante oscuramento di ogni presenza cristiana, non va neppure un ‘grazie.’

      • filomena scrive:

        OK scusa, dimenticavo: grazie Obama e saluti a te….quale vicino di post.

        • Raider scrive:

          L’assist le è stato offerto, come sempre, educatamente, anche quando di trattava di rilievi meno graditi e per una volta, lei sta allo scherzo anche in una materia, come suol dirsi, grave. Per cui, andrebbe ricordato a mr. Obama, con cui vedo che lei è in buoni rapporti e dunque, se ne ricordi almeno lei e riferisca anche a altri obamiani per ragioni di principio che se i cristiani americani, evangelici e cattolici, ce l’hanno con mr. Obama non perché religione pubblica e fede privata non sono scindibili neppure negli U.S.A. del ‘primo presidente nero’ , che è tutto di meglio che si possa dire di lui, tanto che gli hannpo dato il Nobel giustapposta, ma perché mr. Obama li ha ‘traditi’, non solo delusi, un minuto dopo essersi insediato alla Casa Bianca, carpendo loro la fiducia e dimostrando quello che vale per lui la sua stessa parola sui temi ‘eticamente sensibili’.
          Ora che l’esercito jiadhista marcia su Baghdad, Obama, dopo essersi preso gioco dei ‘fondamentalisti’ cristiani (cioè, tutti, per le norme e regole del politicamente corretto), rassicura i fondamentalisti islamici dicendo che non manderà truppe di terra. L’infatuazione per un personaggio creato apposta per le mitologie della democrazia-spettacolo e l’ubriacatura ideologica per la political correctness al potere fa questo effetto a “questa democrazia.” La gratitudine è una bella cosa, ma ci sono tante altre cose che potrebbero sollecitare risposte non meno pertinenti a questioni vicine e lontane.

          • filimena scrive:

            Riconoscere agli altri un minimo di ironia benevola una volta tanto forse farebbe bene anche a lei. Non si può sempre litigare non le pare?

            • filimena scrive:

              Immagino che ora mi metterà alla gogna perché ho sbagliato di scrivere il nome, ma ho deciso che la perdonerò. Al massimo andrò a fare una cavalcata come spesso mi propone lei. Pensa che sia meglio il cavallo bianco o quello nero?

              • Raider scrive:

                Faccia lei, l’importante, trattandosi di mitologie, metafore e iperuruani, è che sia un cavallo a altezza ideale del garrese.

                • filomena scrive:

                  Non si preoccupi sono abbastanza alta per salire senza fatica sul cavallo. Al più rinuncerò all’armatura per non fare come Enrico VIII che doveva farsi sollevare per montare il cavallo. Grand’uomo quello, un esempio di buon padre di famiglia. Gli va ricosciuto però che dopo il divorzio non ha ripetuto più questo peccato con le altre mogli che se nonse ne andavano spontaneamente, le ammazzava. Ma questo é un altro peccato e un’altra storia.

                  • giovanna scrive:

                    Questa conversazione Gianni-Filomena vs Raider è da manuale troll.
                    Gianni-Filomena esordisce, come sempre, con la sua propaganda fotocopia, sempre le stesse quattro frasi che prendono spunto dal titolo dell’articolo, articolo che si è guardato bene dal leggere.
                    Raider prende sul serio la provocazione, risponde quindi seriamente, argomenta in profondità e di tutto questo cosa resta ? Gianni -Filomena gli viene il mal di testa di rapa a leggere qualcosa di leggermente più profondo della propaganda, quindi continua con qualche battuta più o meno a vanvera . Sullo sfondo i cristiani torturati e uccisi nel mondo, privati della loro libertà, tanto lo stipendio è assicurato.
                    Sta cosa poi della legge, ripetuta come un mantra, dovrebbe portare ad accettare leggi sul matrimonio tra uomo e donna, mentre Gianni-Filomena fa campagna per quello donna-donna, uomo-uomo, compravendita di bambini inclusa, con inviti alle manifestazioni delle coppie gay che hanno acquistato bambini all’estero. Allora non dovrebbe essere permesso in uno stato laico che gente accecata falle sue credenze gay o gender che dir si voglia , si permetta di voler cambiare una legge dello stato.
                    Buona Domenica, caro Gianni-Filomena !

                  • Raider scrive:

                    “Grand’uomo quello”? Certo: grande e grosso e irascibile lo era di sicuro. E basta, però. Non un buon esempio neanche per farci su dell’ironia, sul buon padre di famiglia (meglio l’Odradek di Kafka) che, causo divorzio negato, divorziò dalla Chiesa cattolica e compromise per sempre l’unità dei cristiani d’Occidente. Enrico VIII è stato una delle figure peggiori della storia moderna, il prototipo dei totalitarismi successivi, il modello ideale di tutte le mistificazioni dei regimi di ogni sorta e tendenza che soffocano ogni opposizione, controllano ogni veicolo di possibile formazione del dissenso e impongono al popolo – con la violenza, con le minacce, con la propaganda e le concessioni graziose – la volontà del sovrano, si tratti della relgione ufficiale o dell’ateismo di Stato. Gli storici – inglesi in testa, perso ogni timore reverenziale o nazionalistico – scrivono apertamente che non fu affatto un tipo intelligente, come non lo fu sua figlia Elisabetta, esaltata ben oltre i meriti effettivi, che furono assai pochi e discutibili, tranne quelli indiscutibilmente dovuti alla fortuna (la tempesta che sconfisse l’Invencible Armada). Si tende a presentarlo come un re simpaticone, che amava la caccia, i tornei cavallereschi, la buona cucina e le belle donne. Ma era un sanguigno e sanguinario grassone che volle farsi capo di una Chiesa nazionale, lui che ci teneva, come i suoi successori, al titolo ‘papista’ di Defensor Fidei. Il peccato di regale paternità mancata lo fece pagare alle mogli: e come ironia, era meglio per le famiglie allargate e i matrimoni in serie fermarsi al cavallo, la parte migliore di tutta la storia che lei si racconta. Meglio lei avrebbe fatto a citare Incitatus, il cavallo che Caligola nominò senatore a vita (ci sarebbe altro, sugli amori inter-specifici, ma è una diceria sul suo successore nonchè Claudio): un animalista, un anti-politica, un genderista non potrebbe che farne un mito.

            • Raider scrive:

              Ma io sto benissimo, infatti, e si figuri se non sono d’accordo sull’ironia, ma non si è accorta che a non cogliere fino in fondo l’ironia è stata lei. E non è nemmeno la prima volta. Io non litigherei mai con nessuno, se è per questo: e non odio nessuno. Sono disposto a fare eccezioni solo per chi – non voglio neppure ripetere quello che le ho sempre detto riguardo le sue parole sui cristiani massacrati nell’orbe islamico e non solo. Perfino Giovanni Cattivo, con cui non manco di polemizzare, si è detto pronto a solidarizzare con i cristiani perseguitati dai fondamentalisti islamici e non in maniera platonica, di circostanza, chiedendo come, in concreto. Lei, no, mai. Questo, fa una certa differenza.

            • Raider scrive:

              Avevo risposto al post della Filomena in chiave ironica, ironia della sorte del post, è meno veloce di un brocco e non si vede ancora al traguardo.

              • filomena scrive:

                E’ perché ha puntato sul cavallo sbagliato che si è inciampato sul terreno iperuranico accidentato e scivoloso. Sarà per il prossimo mito platonico.

                • Raider scrive:

                  Eh, no! Quello è il suo terreno naturale e territorio che le è familiarmente noto in tutta la sua estensione transumana, il mito platonico che fa al caso suo è equino e equestre: dopo, c’è una prateria, ma, per non scavalcare i limiti del buon gusto e restare al tema senza altre divagazioni che sarebbero fin troppo facili, ci vada con Enrico VIII, se non le pesa troppo.

                  • filomena scrive:

                    Diciamo che potrebbe essere pericoloso visti i trascorsi dell’uomo. Io però non sono superstiziosa e ho la testa saldamente ancorata al collo per cui quando lo vedo gli porgerò i suoi omaggi che sono sicura vorrà accordargli. Una domanda secondo lei quale moglie era più saggia…? Io penso l’ultima non fosse altro perché gli è sopravvissuta e visto il personaggio non è cosa da poco.

                    • Raider scrive:

                      Come prima cosa, continuano a latitare i miei post e solo i miei, si vede che la passione per cavalli e dame del suo tiranno di riferimento, di cui avevo tracciato uno schizzo a mente libera, ha la precedenza sull’ironia modestamente, ma solidamente ben appiedata di chi rimane a aspettare che arrivino alle viste i due puledri al momento smarriti.
                      Avendo cominciato col chiederle un’ambasceria al Presidente di quella che sarebbe stata una colonia del Regno non ancora Unito di un monarca divorzista, scismatico e la cui propensione alle scissioni dal collo di consorti e sudditi anche più fedeli di alcune delle decapitate lasciava spazio solo al suo tesardo far da capo del corpo di una Chiesa ristretta e di una famiglia allargata, non sapendo chi dei due meriti omaggi condegni, la assolvo da una missione delicata e per cui non vorrei rischiasse più di quanto potrebbe farle temere un attaccamento più forte ai precedenti storici, nonché al collo e alle idee alla testa in cui le porta a spasso per omaggiarne la cinica volubilità di mr. Obama.
                      Non per contraddirla né tantomeno per ragioni di parrocchia, non c’è dubbio che non fu l’ultima, ma la prima la sposa più saggia e in ogni senso, santa donna, Caterina d’Aragona. Donna eccezionale, ma la cui devozione uxorale e cattolica, lo so, non le attirerà la sua simpatia. Ma credo che se, lei riuscisse a sfilarsi dal capo gli stereotipi ideologici verso cui manifesta un attaccamento peggio che superstizioso, interessarsi alla prima vittima di quel mostro potrebbe aiutarla a comprendere sulle donne, la famiglia tradizionale e la fede cristiaba qualcosa cui nessuno dei suoi purosangue di fiducia potrà condurla.

                    • Raider scrive:

                      Ci sarebbero due post non pervenuti, fatemi sapere, per favore.

  2. Giovanni Cattivo scrive:

    Facciamo così: Se uno non vuole pagare ai dipendenti un’assicurazione per aborto e contraccezione gli dà un voucher e lui si assicura dove vuole. Come proponete in Italia per le scuole. Comunque secondo me è il sistema sanitario americano basato sulle assicurazioni private a fare acqua da tutte le parti. Ricordate il film “Siko” di Micheal Moore?

    • Piero scrive:

      Correzione : se lo STATO vuole pagare un’assicurazione per aborto e contraccezione da un voucher e uno si assicura dove vuole. Come proponiamo in Italia per le scuole…………

      • Giovanni Cattivo scrive:

        No Piero se l’assicurazione è a carico del datore di lavoro è lui che deve pagare. Se non se la sente di stipulkare lui l’assicurazione per contraccezione e aborto ok, ma i sldi deve versarli uguale

        • Piero scrive:

          Infatti, l’idiozia è che lo Stato obbliga a fare una cosa con i soldi degli altri ……

          • Giovanni Cattivo scrive:

            Con un sistema sanitario pubblico non succede. Tutti i servizi sono forniti, compresi aborto e contraccezione per chi desidera avvalersene, e si pagano tasse e non premi assicurativi.

        • Piero scrive:

          Infatti, è comodo obbligare con i soldi degli altri …….

  3. filomena scrive:

    @Raider
    Rispetto ai due puledri mai giunti al traguardo avrei un consiglio (non richiesto ovviamente) da darle. Spesso il loro percorso sia pure molto “raffinato, artistico e coreografico” è soprattutto lungo e poco sintetico. Qualcuno potrebbe anche definirlo aulicamente (specialmente se da una come me provenisse), un “pippone”. Non che io abbia nulla contro i pipponi ma evidentemente per esperienza ho appurato che la redazione tende a vivisezionarli prima di renderli visibili.
    Rispetto alle mogli di Enrico VIII non avevo dubbi che lei si sarebbe speso a favore di Caterina d’Aragona piuttosto che a favore di Anna Bolena o Caterina Howard ma le faccio presente che la Santa donna ha generato una pericolosa “talebana” in versione cattolica e cioè Maria la Sanguinaria che con la carità cristiana aveva qualche difficoltà a rapportarsi. Vede dunque che pregare tanto non serve ad essere buoni educatori.

    • Raider scrive:

      Io sono stato al gioco e i consigli provenienti da una come lei sono un di più di divertimento; ironizzare e scherzare non impedisce di richiamare cose molto più serie di quelle cui lei è portata a attribuire una serietà al di sopra di quello che meritano; così come la brevità può non avere nulla a che fare col dono della sintesi. Il giudizio su Anna Bolena lo ha espresso il di lei marito con la drastica franchezza che gli era familiare, ma fra brevità e sintesi lei, Filomena, poteva scegliere quale si prestasse meglio a servire la verità storica della sua predilezione per la seconda moglie, di cui non si conoscono particolari qualità e meriti al di fuori di quelle che condivideva con altre cortigiane; la figlia che la seconda moglie e l’ottavo Enrico generarono fece molte più vittime di quelle che si imputano alla sorellastra, meno talebana di altri che non dovettero nemmeno farsi pregare per avere l’indulgenza di storici e di chi vede quello che vuole.

      • filomena scrive:

        Io sono stato al gioco….. OK mi sembra di capire che io gioco é bello fin che dura poco. Mi dispiace perché qualche volta si può dire delle cose anche molto serie senza abbandonare l’ironia. Comunque é stato divertente e la ringrazio per le battute.

        • Raider scrive:

          Aspetti, non corra appresso al cavallo, ora, che poi perde anche questo, oltre al ‘lei’, occasionalmente e alla ‘memoria’,se ricorda quando: e così, rischia di non trovare più la strada verso gli abituali territori di pascolo. Ironia e scherzo vanno bene: e ovviamente, vale per lei – mordere il freno – quello che vale per me – trattenere cavallerescamente qualche battuta. Ma parliamo di cose più importanti di quello che pensiamo di noi stessi e del rispetto che vorremmo dagli altri. Signore, concedemi sempre il dono dell’ironia, pregava San Tommaso Moro, la vittima più illustre di quella obesa canaglia poliamorosa. Non sarò un buon educatore neanch’io per mettermi a fare l’elargitore di consigli a buon mercato, ma prego anch’io così e non solo per me.

          • filomena scrive:

            Va bene farò una tappa intanto che il cavallo si abbevera per fare una puntualizzazione sulla obesa canaglia poliamorosa. In realtà il concetto di rapporto poliamoroso ufficializzato, almeno teoricamente dovrebbe prevedere il matrimonio con più persone contemporaneamente. EnricoVIII invece più che essere innamorato di 6 mogli insieme si è innamorato a mio parere del matrimonio in se’ e quindi ha voluto reiterarlo più e più volte. Il fatto poi che le consorti siano state molto differenti tra loro e che in almeno un caso oltre a se stesse gli abbiano offerto come amante anche per esempio la sorella, è abbastanza irrilevante. Le sembrerà strano ma veramente tra le sei mogli se dovessi dare un giudizio su quella che mi sembra la migliore è proprio Caterina Parr e non solo perché ha seppellito il mostro ma perché mi è sembrata la più equilibrata e meno dedita ad eccessi di qualsivoglia tipo. Le due più sfrenate invece hanno vissuto il loro momento di gloria ma poi sono finite maluccio: meglio forse “un giorno da pecora” . Le rimanenti se non fosse per l’unico figlio maschio avuto da Jane Seimour non sarebbero degne di nota.

            • Raider scrive:

              In premessa, una chiosa in calce al post precedente: la preghiera di San Tommaso Moro proseguiva così: “Signore, insegnami a ridere di me stesso.” Che un uomo così possa aver scelto di morire pur di non riconoscere nel re il capo della Chiesa d’Inghilterra, fa giustizia di ogni tentativo di rendere Enrico VIII un personaggio almeno televisivamente presentabile.
              Ma bando a pipponi e pistolotti e siccome questo non è una specie di gioco a due: ragion di Stato e sentimenti della belva si combinavano, almeno in un primo tempo, ma il cuore umano è infido e chi se ne può fidare e fidarsi di parlarne. Lei, però, non riconosce, poi, molti meriti alla Parr: e se fra grazia di un momeno di gloria alla perfida Bolena, finita maluccio chissà perchè, non le riconosce molto oltre alla sfrenatezza, che non le fece concedere la sorella – fatto ‘irrilevante’ (mah!), per lei e per Enrico VIII – cui, anzi, soffiò il posto nell’alcova reale. Poi, però, viene a parlare di equilibrio di Catherine parr e riconoscerla aliena agli eccessi, così da incoronare questa come migliore e fortunata fra le spose poliamate. La verità è che lo sposo era un vecchio con matrimoni ‘sfortunati’ sulla coscienza, lei era vedova e lo sarebbe stata una seconda volta (poi, sarebbe stato il suo turno di rendere vedovo un pretendente che Enrico aveva convinto a farsi da parte). Amore e dignità stavano in una sola donna e regina: ma lei l’ha scartata per eccesso di fiducia nei cliché che vogliono più coraggiose le ‘sfrenate’ pecore matte così come le equilibrate prive di illusioni e anaffettive. L’ultima è l’immagine smorta di quell’eroina che era stata la prima, con coi condivide il nome.
              So bene cosa si intende per ‘unione poliamorosa’, a questo, il tirano non ci era arrivato, ma gli uomini camminano sui passi dei re o del Re dei re. ‘Innamorato del matrimonio in sé’ è tirato con le unghie dalla sua parte (ma nemmeno se si fa aiutare da cavallo 1 e cavallo 2 ce la fa): che non va bene né per accusare il matrimonio né come promozione pubblicitaria del ‘poliamore.’

  4. Ale scrive:

    I farmaci contraccettivi aiutano le donne a conservare i follicoli antrali per quando vogliono e possono fare figli. I farmaci abortivi vanno ad agire su un ammasso di cellule che non si sono ancora impiantate nell’utero e che solo voi continuate a considerare “individui”. Neppure i ginecologi “obiettori” si rifiutano di dare tali farmaci perché appunto “non si è ancora impiantata nell’utero”, la blastocisti, e verrebbe eliminata con il ciclo. Poi ci sono gli obiettori per SSN e non per le cliniche private a pagamento..almeno alcuni servizi giornalistici degli anni passati avevano evidenziato questo. In Italia. Almeno la mentalità anglosassone e’ lineare e priva di doppiezze.

  5. AndreaB scrive:

    Leggendo questo articolo mi e’ venuta in mente la vita del profeta Daniele… Come hanno fatto i suoi malvagi nemici a farlo codannare alla fossa dei leoni?

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